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SUSHISEN: GRANDE FESTA PER LE NOZZE DI KUNIHIRO CON YURI E PER I 15 ANNI DI STORIA GIAPPONESE DEL GUSTO A ROMA

Lo scorso 20 marzo, Sushisen ha festeggiato i suoi 15 anni di storia con un evento speciale presso la Lanterna di Fuksas, a Roma, con una cena che ha visto coinvolti i migliori nomi del panorama gastronomico romano e nazionale. Un prestigioso evento, durante il quale è stato festeggiato il matrimonio tra il proprietario di Sushisen, Kunihiro Este Giuliano e Yuri Kawamura.

A firmare il menù sono stati: Chef Yamamoto Eiji – Un cappello Espresso, Chef Apreda Francesco – Una stella Michelin, Chef Roy Caceres – Una stella Michelin, Chef Kotaro Noda – Una stella Michelin, Chef Pier Daniele Seu  – Premiato dalla Guida Pizzerie del Gambero Rosso e Chef Niko Sinisgalli. La serata è iniziata con un aperitivo presentato da Seu con forno a vista, insieme ad una esibizione di mixology con sake frizzante giapponese di benvenuto accompagnata anche dalla tartare dello chef Yamamoto. I cocktail sono stati preparati dai bartender di Caffè Baccano a Trevi.  A seguire, quindi, con il menù pluristellato di questi cinque chef, diversi per stile, origine e prospettive ma tutti accomunati da un’unica visione di fusione, incontro tra culture e desiderio di evadere lontano. “I Top di Roma, e non solo. Come noi, fanno da ponte tra varie culture, Apreda con le sue spezie orientali ed ingredienti giapponesi, Kotaro la semplicitá giapponese nelle sue creazioni, Roy con influssi del suo paese nei suoi piatti e così via. Hanno tutti un filo comune con noi, e soprattutto, sono persone stupende che legano la cucina col cuore ed il cuore con la cucina, non solo con gli ingredienti, ma anche col loro sorriso!” (Kunihiro Giuliano). Un’esperienza che esce fuori dal piatto tra ospiti importanti e esibizioni d’eccellenza come quella dei Takarabune, appena rientrati da un tour che dal Giappone ha girato tutto il mondo, i Disguido con una performance tra illusionismo e cinema, Yasko Fujii cantante lirica e una delle protagoniste con Bonolis di Avanti un Altro, gli attori Simone Gallo e Alina Person e tanti altri artisti alle prese con esibizioni, performance di intaglio carta di profili sul momento, performance jazz di Tess Amodeo Vickery. Tra i momenti più applauditi, quando l’attore Carlo Belmondo ha presentato in anteprima il suo nuovo singolo “Non illudermi”, che ha segnato il suo debutto discografico. Il dolce è stato la scusa per dare spazio a Niko Sinisgalli che ha realizzato una vera e propria opera d’arte: dolce su tela, direttamente sul tavolo degli invitati. Quattro sommelier hanno servito i vini in abbinamento della Tenuta Valdipiatta.

La perfezione del gusto

“La nostra cucina è espressione di tradizione e creatività. Partendo dalla qualità assoluta di ingredienti unici e stagionali non cessiamo mai di dare nuove emozioni, che nascono dai sapori autentici della tradizione del Sol Levante” ​.

山本 英嗣 – Yamamoto Eiji -First Chef –

Ricerca, armonia, dedizione. Tre parole per descrivere quello che è uno dei punti fermi della ristorazione giapponese di qualità a Roma. Nel cuore del distretto del sushi capitolino, in piena Ostiense Sushisen offre da dodici anni un’esperienza d’eccellenza che va oltre il sushi. In un’epoca dominata dall’incertezza dell’All you can eat di bassa lega e dal mito a volte in declino della cucina fusion, il grande progetto di Kunihiro Giuliano continua ad essere la risposta giusta ad una richiesta di autenticità e desiderio di innamorarsi ancora una volta del Sol Levante.

IL CONCEPT DI SUSHISEN

Minimo tre, massimo cinque. Il dogma cromatico di Sushisen è canone della bella cucina tradizionale giapponese, una situazione dove il buon gusto si fonde con la filosofica necessità di perfezione. Aperto 14 anni fa da Kunihiro Giuliano Este insieme a sua madre, Okochi Chicako, Sushisen è un respiro di Giappone a Roma, un luogo dove poter trovare finalmente la vera cucina nipponica in Italia. Staff attento e una chiara impronta nipponica non solo nell’organizzazione ma anche nella proposta di una continua ricerca e selezione delle migliori eccellenze in termini di materia prima e preparazione dei piatti. L’idea alla base è quella di riuscire a cogliere il meglio in ogni dettaglio: dagli elementi unici di interior designer e artisti giapponesi che hanno reso unico e iconico l’arredamento degli interni di Sushisen fino alla scelta di tovaglie e piatti appositamente creati per le pietanze che ospiteranno secondo una precisa scelta scenografica ai limiti tra drammaturgia e autocelebrazione del gusto. Location quasi nascosta, proprio come avviene in Giappone, dove i migliori ristoranti non sono quelli ben visibili a livello della strada, ma si trovano nascosti agli occhi di turisti e semplici passanti. Eppure una volta varcata la soglia sembra quasi di entrare in una dimensione geografica diversa, come aprire gli occhi e ritrovarsi a diecimila chilometri di distanza. Reminiscenze oniriche di lontani approdi, desiderio incontrollabile di andare oltre la banalità della quotidianità così trascendente.

NON SOLO SUSHI

Non solo sushi e sashimi, la cucina giapponese è tanto altro. Questo è il mantra di Kunihiro Giuliano e proprio in virtù di questa sua imprescindibile visione torna almeno una volta al mese nella sua terra di origine per rifornirsi di rarità, ingredienti freschi quali yuzu intero, sakè rari e spezie originali, nonché di elementi visivi che consentano al suo staff di dare vita ad un vero Giappone a tavola con quel perfezionismo tipico secondo cui nulla può essere lasciato al caso. Ogni piatto è l’esaltazione di un unico ingrediente, proprio come vuole la tradizione orientale che millenni prima di Less is more aveva già capito togliere è meglio di coprire. Almeno in cucina. Il principio base è il rispetto del cibo e gli otto chef rigorosamente giapponesi sono tutti tra i migliori professionisti del loro mondo e hanno almeno 10 anni di esperienza. Yamamoto Eiji, a capo della cucina, ha il compito di selezionare le materie prime e ogni giorno in bicicletta va al mercato a scegliere la melanzana, il fagiolino, la noce più bella, il pesce più buono. Vista e palato imperat in una perfetta rivisitazione della cucina kaiseki, ossia la più alta espressione culinaria giapponese, seguendo una quasi maniacale alternanza di gusto lineare ma al tempo stesso deciso che porta ogni piatto a giocare consapevolmente su contrapposizione e contrasto di sapori insospettabili e sensazioni uniche, istantanee di appagamento sensoriale. E non poteva certo mancare una carta dei sakè di tutto rispetto con bottiglie rare persino in Giappone e le migliori marche quali Hakkaisan e Kubota, oltre ad una importante selezione di Shochu tra cui il pregiato e antico Awamori di Okinawa e lo Shiso Shochu realizzato secondo la grande tradizione nipponica con le foglie di Shiso. Il sake viene prodotto a partire da acqua e riso. Dal momento che non tutte le acque sono idonee alla diffusione dei lieviti, il sake migliore è quello realizzato a partire da acque ricche di potassio e magnesio. Altra componente è il kojii, un riso bollito che ha la funzione di scomporre gli amidi del riso in molecole di zucchero in modo da accelerare la formazione dei lieviti.

IL SUSHI E’ UN’ARTE 

Retaggio quasi leggendario di un mondo dove l’imperatore poteva imporre i gusti e i food trend del momento, il sushi non è un piatto presente quotidianamente sulle tavole nipponiche. Si tratta piuttosto del cibo delle grandi occasioni, una celebrazione di gusto e momento che come tale pretende di essere semplicemente perfetta in ogni suo aspetto. E il sushi di Sushisen è proprio questo: tradizione, volontà di stupire, materia prima sensazionale. Il sushi nella sua forma odierna la realizzare un piatto nato per offrire al palato un istante unico dal gusto deciso e unico. Il fine dei sushi chef di Sushisen è quello di dare vita ad una dimensione intatta di qualità e raffinatezza, due caratteristiche complementari dove l’accostamento dei colori vive in simbiosi con l’unione degli ingredienti. Ogni piatto è costruito secondo una struttura di ordine estetico e risultato visivo quanto gustativo. Un piatto di nicchia e di lusso. Pesce di ottima qualità e grande dedizione di chi lo maneggia lavora. Proprio il taglio del pesce richiede tanta esperienza e i sushi chef della brigata di Yamamoto Eiji passano dieci anni ad esercitarsi prima di poter avere l’onore più grande: quello di usare le loro lame sul pesce da servire. Nei primi anni di pratica, gli apprendisti possono solamente guardare il maestro e supportarlo con compiti di pulizia e preparazione degli strumenti. Il sapore di sushi e sashimi cambia infatti notevolmente a seconda della maestria di chi lo prepara. Il sushi è tradizione, cultura, un rito sacro che parte dalla dimensione food per arrivare fino alla più intima realizzazione di un’immagine tra il dogmatico e la lussuriosa atmosfera di chi è pronto per lasciarsi andare ai piaceri di sapore e estetica. 

YAMAMOTO EIJI

Nato il 13 dicembre 1975 a Hokkaido, l’isola più a nord del Giappone, comincia la sua Carriera lavorativa nel lontano 1994. Nell’anno 1996 decide di affinare la propria esperienza e tecnica lavorativa all’estero presso ristoranti in Canada e in Australia dove assume già la carica di primo Chef. Nel 2004 torna in giappone e diviene istruttore di cucina giapponese presso la rappresentanza nazionale Chef di Hokkaido, continuando nel frattempo la specializzazione in Master di alto livello. Diplomato presso l’Accademia di Cucina di Hokkaido, diplomato in cucina Macrobiotica presso la JADP, e diplomato come Coordinatore Alimentare Livello 3 in Giappone, dopo svariate apparizioni televisive e radiofoniche, decide di intraprendere la sua Carriera in Italia entrando a far parte del Team Sushisen. Dal 2011 a tutt’oggi, in costante collaborazione con Kunihiro Giuliano Este, Direttore e Titolare del Ristorante Sushisen, Laureato con Lode presso la Facoltà di Studi Orientali e Onorificato della carica di Maitre Rôtisseurs nonché Sake Sommelier, studia e scala la vetta della cucina di alto livello con l’intento di dare il massimo nella cucina Giapponese in Italia, rivisitando piatti della cultura tradizionale Kaiseki (la più alta espressione di cucina imperiale del Sol Levante), creando nuovi accostamenti secondo le regole della cucina giapponese, utilizzando materie prime d’eccellenza e talvolta importandole direttamente dal Giappone grazie ai mensili viaggi a Tokyo del Titolare stesso.


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