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Short Skin: quando l’adolescenza ci si mette di punta

Si era già fatto notare qualche anno fa, nel 2011, quando propose ai Venice Days del Festival di Venezia il suo documentario Hit the road, nonna: Duccio Chiarini raccontava in prima persona l’esperienza di essere nipote di quella donna tosta, unica e leggermente insopportabile che era sua nonna, intervistando gli altri suoi parenti che le erano stati vicino per una vita. Short Skin è il suo primo lungometraggio, realizzato nell’ambito del Biennale College – Cinema, ovvero un bando destinato alle prime e seconde opere i cui progetti, se selezionati tra i numerosi candidati, ricevono 150.000 euro per essere realizzati. “L’idea è nata per caso – commenta Duccio Chiarini – ho cercato da subito di tirare su una storia realizzabile con pochi mezzi ma tanto cuore. In 2-3 settimane la prima stesura era finita, e successivamente con  [la co-sceneggiatrice] abbiamo limato il tutto per poi presentarlo a Venezia.” Short Skin, difatti, di cuore ne ha tanto. Edo (Matteo Creatini) è un adolescente con un problema al prepuzio che lo rende timido e insicuro con le ragazze. Mentre intorno i suoi amici, i genitori e addirittura il suo cane dimostrano più sicurezza di lui nei confronti delle questioni legate al sesso, la pressione che Edo sente su se stesso lo schiaccia, aggiungendosi a quella base di ansia che l’adolescenza porta con sè come un pesante bagaglio. A stargli vicino c’è Bianca, un amica di infanzia per la quale Edo ha sempre avuto un debole, e per di più quest’estate Bianca si è appena lasciata con il suo (ormai ex) ragazzo. “Si voleva raccontare la fragilità e le debolezze del sesso maschile, – dichiara il regista – troppo spesso rappresentato facendo solo riferimento agli stereotipi del machismo. La problematica sessuale vissuta da Edoardo doveva essere insomma solo uno strumento narrativo per raccontare un passaggio all’età adulta più intimo e profondo.”

Nel cast anche Bianca Nappi (la mamma di Edo), Nicola Nocchi (l’amico), Miriana Raschillà (l’amica), Bianca Ceravolo (la sorella), Michele Crestacci (il papà) e Francesco Acquaroli (il dottore). “Con Duccio abbiamo fatto molte prove – commenta Bianca Nappi – per creare tra di noi un buon legame, un affetto reale. Questo ha reso i dialoghi più veri e naturali. La mamma che interpreto ama moltissimo suo figlio ma, come fanno molte mamme in Italia, spesso non si rende conto delle piccole cose.” Matteo Creatini, classe 1995, racconta così la sua esperienza sul set: “Al film sono arrivato per caso: ho fatto un provino come moltissime altre persone, e inizialmente si pensava di farmi interpretare la parte del coprotagonista, Arturo, più simile a me come indole. Spesso capita che questi momenti di adolescenza, che io in parte sto ancora vivendo, passino senza la possibilità di pensarci troppo, senza che si riesca a viverli fino in fondo. Questa esperienza mi ha dato modo di soffermarmi di più su quei momenti, è stato per me molto significativo”.

In uscita il 23 aprile, Short Skin è una perla del panorama indipendente italiano: leggero ma commovente e con un taglio veramente internazionale (da notare la stupenda colonna sonora dei canadesi Woodpigeon), così comunicativo da essere distribuito in diversi paesi del mondo tra cui Francia, Regno Unito, Norvegia, Australia e Hong Kong.



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