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Rai e Cattleya portano la serialità americana sul piccolo schermo con ‘Parenthood’

È davvero difficile eguagliare gli americani quando si parla di serie TV. In Italia abbiamo un’infinità di soap e di serie adatte al prime-time per tutta la famiglia; quando viene prodotto qualcosa di diverso o più particolare sono sempre le reti private ad avere l’esclusiva, lasciando a bocca asciutta gli appassionati seriali non dotati di satellite. In questo senso le cose sembra stiano finalmente cambiando, e un segnale chiaro è arrivato dalla prossima collaborazione tra Rai e Cattleya. La casa di produzione capitanata da Riccardo Tozzi ha iniziato ieri 20 aprile a Roma le riprese della versione italiana del successo televisivo americano targato NBC Parenthood. “Ci siamo innamorati di Parenthood la prima volta che lo abbiamo visto, e subito abbiamo realizzato che poteva essere ben adattato alla società italiana contemporanea, nella quale il concetto di famiglia con le sue dinamiche di amore-odio rivestono un ruolo centrale” ha dichiarato Tozzi. Parenthood, giunto in America alla sesta stagione, è una serie drammatica incentrata sulla famiglia Braverman e sui rapporti che, nella più classica delle declinazioni del detto parenti serpenti, hanno tra loro i suoi vari componenti. Nella versione italiana i protagonisti saranno Pietro Sermonti, Maya Sansa, Ana Caterina Morariu, Alessandro Tiberi, Camilla Filippi, Fabio Ghidoni, Licia Maglietta e Giorgio Colangeli, diretti dai due registi Lucio Pellegrini e Alessandro Angelini. Scritto a più mani da Filippo Gravino (Gomorra), Guido Iuculano (Caruso) e Michele Pellegrini (Fuoriclasse), la serie si intitolerà Tutto può succedere e sarà composta da 13 episodi da 100 minuti, in onda all’inizio del prossimo anno su Rai Uno.



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