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Omar Galliani. Il disegno nell’acqua

Lunedì 14 settembre l’inaugurazione dell’importante mostra “Omar Galliani. Il disegno nell’acqua”. Il progetto espositivo si compone di una mostra collocata in due sedi: all’Acquario Civico, dove è esposto un nutrito corpus di opere di Omar Galliani, dal 1979 ad oggi di cui molte inedite; e alla Conca dell’Incoronata in Via San Marco a Milano con un’installazione site specific.
L’iniziativa è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Archivio Omar Galliani e la Società dei Navigli Lombardi, e gode del patrocinio della Città di Locarno.
Il progetto è a cura di Raffaella Resch e fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che accompagnerà la vita culturale di Milano durante il semestre dell’Esposizione Universale. Omar Galliani tramite i suoi lavori crea un legame tra l’antico e il contemporaneo, tra l’arte e la multidisciplinarietà, traendo ispirazione da Leonardo, dalla storia di Milano e dall’attenta osservazione della natura e dell’uomo. Le due sedi, connesse al tema dell’acqua sono luoghi estremamente idonei per presentare le opere dell’artista, che da anni si esprime tramite questo elemento. La predilezione per il disegno, l’attenzione ad una rappresentazione simbolica della natura e la raffinata tecnica rinascimentale sono interpretate da Galliani in chiave contemporanea per esprimere anatomie dell’universo e paesaggi dell’anima in un’esplosione emozionale di simboli, colori e chiaroscuri.
Omar Galliani. Il disegno nell’acqua prosegue il percorso artistico avviato dall’Acquario Civico di Milano con la mostra Leonardo e l’acqua che si proponeva di indagare il ruolo che l’acqua ha giocato nello sviluppo del talento creativo di Leonardo da Vinci. Omar Galliani parte proprio dagli studi sulla figura di Leonardo da Vinci, analizzando il fortissimo legame che egli ha vissuto con la nostra città attraverso la progettazione delle sue vie d’acqua, per poi riproporre l’acqua come elemento centrale della sua opera”. L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, in questo inciso, sottolinea un aspetto fondamentale della mostra, ovvero il saldo legame del linguaggio contemporaneo di dell’artista con l’opera Vinciana.
Numerosi sono i rimandi che avvicinano i lavori di Galliani anche ad un passato più recente: al Simbolismo, a l’Art Nouveau, a motivi orientali e arabescanti, sempre arricchiti da novità linguistiche e formali del tutto personali e originali.

Le opere in mostra all’Acquario – uno dei principali monumenti lasciati a Milano dall’Esposizione Internazionale del 1906 –  il cui allestimento è curato dall’Architetto Mario Botta, sono collocate in corrispondenza degli ambienti della struttura idrobiologica, in cui sono presenti i diversi ecosistemi acquatici, dalle sorgenti montane al mare. La significativa selezione comprende lavori realizzati su svariati supporti, quali carta, legno di pioppo, tela gommata, rame e pietra, su cui l’artista interviene con tecniche personali e originali, dove l’acqua diventa una componente fondamentale, non solo come suggestione artistica, ma anche come medium espressivo col quale dilava disegni a matita, carboncino, sanguigna, inchiostro.
Nella sezioneImmersioni”, che si snoda nel giardino, al piano terreno e nel sotterraneo, sono collocate opere generate dall’immersione nel liquido, come Aquaticus Liber (1978), un libro contenente opere racchiuse in buste di plastica con i resti del disegno di Ophelia d’après Millais, posto in acqua, unito a sedimenti organici e vegetali; Nelle stanze di Ophelia il grande dipinto di metri 5×5 su tela gommata, lavorato in progress dal 2010 al 2015, ambientato nelle vasche del giardino esterno.
Gli interventi con l’acqua sono presenti anche nei “preziosi” taccuini di viaggio Carnets de Voyage, realizzati nel corso degli anni in località di mare.
L’azione dell’acqua apporta modifiche e contribuisce alla completa realizzazione dell’opera stessa, aggiungendo un ulteriore valore estetico e simbolico. Un’interpretazione particolare di questo fare artistico viene data dalla curatrice Raffaella Resch nel catalogo della mostra: “l’opera d’arte in Galliani è un organismo indipendente composta da parti che si dissolvono nell’ecosistema, per ricomporsi attraverso il ciclo dell’acqua e per così dire riprodursi, allo stesso modo della natura”.
Nella suggestiva sezioneRiflessi e rispecchiamenti” situata al piano superiore nel Giardino d’inverno, sono presenti lavori incentrati sullo studio della simmetria e del riflesso su superficie liquida come nei 15 disegni inediti Il quaderno delle acque (1978-1979), oppure nella serie In rame (1989), dove Galliani utilizza un procedimento originale di impressione calcografica, in cui l’acqua si unisce all’acido.  In altre opere su tela e nel disegno su tavola Fluire (2014), che raffigura un volto di donna, cosparso di fedi nuziali, rispecchiato sulla superficie di uno stagno, l’artista tramite l’acqua crea effetti di trasparenza e movimento ondeggiante.
Alessandra Tiddia offre in catalogo una lettura affascinante delle opere di questa sezione: “Quasi come in una sorta di infinito gioco degli specchi, dove ogni riflesso viene arricchito dal precedente, il tema dell’acqua giunge dal passato ai grandi disegni qui esposti, che rivelano una serie di stimoli e ricordi visivi, più o meno inconsciamente colti da riferimenti all’arte del passato, di quella simbolista in particolare e forse, divenuti parte del vissuto dell’artista. […] Prima di lui molti altri grandi artisti avevano amato la maniera nera, come luogo di incontro con la dimensione più celata, da Piranesi a Goya, Redon, Seurat, Kubin, Sironi. Galliani entra in questo mondo apportandovi delle novità, sia linguistiche […] sia legate al fare, che declinano la sua produzione grafica in un modo estremamente personale e originale”.
Omar Galliani_installazione Conca dell'Incoronata_Milano_2015 (5)All’Acquario durante l’esposizione vengono proiettati due video: Omar Galliani, Fluire sulla musica di Erich Galliani, in cui l’artista parla del Po osservando un’esondazione, a pochi passi da dove è nato e dove vive, e racconta come i pioppi specchiandosi nell’acqua rimandino a temi a lui molto cari, quello del doppio, del siamese, dell’immagine che si riflette.
Nella videoinstallazione Omar Galliani, Loop si assiste alla proiezione su una superficie d’acqua, di un rapido susseguirsi “ipnotico” di 500 opere (24 al minuto) create dagli anni Settanta al Duemila accompagnate dal “Canon” di J. Pachebel. Entrambi i filmati hanno la regia di Massimiliano Galliani e sono incentrati sul tema della memoria dell’acqua, molto caro all’artista.
Con l’installazione Aquatica. La memoria dell’acqua appositamente ideata per la Conca dell’Incoronata – tratto scoperto del Naviglio del Tombon de San Marc con un sistema di chiuse originali progettate da Leonardo e da poco restaurate – Galliani esprime significativamente il rapporto acqua e opera, che interagiscono in progress sotto gli occhi del visitatore.
Il grande polittico è formato da quattro tavole di pioppo di cui due realizzate a pennello con una miscela di grani di sale dell’Himalaya e albume che definiscono il volto di una donna con un’acconciatura che rimanda a modelli femminili leonardeschi, quali il dipinto perduto di Leda, oppure il bozzetto conservato al Castello Sforzesco; le altre due tavole sono dipinte a tinta unita a rappresentare la terra e il cielo.
Grazie alla pioggia e agli agenti atmosferici, la natura definisce l’aspetto finale dell’opera e, paradossalmente, la sua dissoluzione. Il visitatore assiste così ad un evento di grande portata simbolica, in cui la perfezione formale del disegno di Galliani si fonderà e si dissolverà nell’acqua, intesa come principio rigeneratore, riprogrammatore dell’arte.
Galliani attraverso questo lavoro di arte pubblica, accresce il percorso di ricerca condotto sull’acqua e sui suoi processi di immersione ed evaporazione, che ha iniziato a sperimentare nel 1977 con Ophelia e nel 1979 con l’azione performativa La dea levò la fronte presso la Fonte Aretusa in Sicilia.



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