NEMESI un film di Walter Hill per i nostri tempi

Tomboy_1652.dngNell’audace e strabiliante revenge thriller del grande Walter Hill (I GUERRIERI DELLA NOTTE e  48 ORE) Michelle Rodriguez è un sicario spregevole che viene sottoposto a un intervento chirurgico di riassegnazione di genere, da uomo a donna, per mano di un chirurgo che vuole solo regolare i conti (Sigourney Weaver). Una dichiarazione famosa di Walter Hill è: “Tutti i film che ho fatto sono stati dei western”.
L’uomo che ha diretto I GUERRIERI DELLA NOTTE   e I CAVALIERI DALLE LUNGHE OMBRE, che ha scritto GETAWAY! di Sam Peckinpah, che ha segnato Michael Mann, John Woo e Quentin Tarantino, ha appena cambiato copione. Rimuovete i diversi nuclei narrativi, i cast diversificati, i  badget fluttuanti dei film di Hill negli ultimi 40 anni, e quello che è sempre stato il suo fulcro di interesse: l’onore di un uomo in un posto violento. Questa volta no. Questa volta Hill è interessato alla figura di un uomo che vive nel corpo di una donna. Si resta a bocca aperta quando si comprende l’audacia scioccante della premessa di NEMESI. Il medico (Sigourney Weaver) è una brillante chirurga estetica, diventata pazza, che compare per la prima volta con addosso una camicia di forza in una stanza per gli interrogatori. Calma, e non priva orgoglio, racconta al suo psichiatra (Tony Shalhoub) come sia arrivata lì. Un sicario spregevole chiamato Frank Kitchen ha ucciso suo fratello, così lei si è vendicata. Lo ha catturato e gli ha praticato un intervento di riassegnazione di genere. Ora Frank (Michelle Rodriguez) è costretto ad affrontare il mondo nel corpo di una donna. Confuso, incazzato, più macho di prima, cerca vendetta. Girato con uno stile apparentemente privo di sforzi e ricorrendo a una tecnica di  framing propria del graphic novel, NEMESI si allinea al suo genere di origine. Frank conosce il suo modo di vendicarsi in una sparatoria, e Hill si diverte nella precisione soddisfacente delle sue esecuzioni. Eppure, nelle idee e nei discorsi del medico sull’identità, e nell’evoluzione post-intervento di Frank, Hill affronta la dualità di genere su cui si basa molto “cinema di genere”. Quando la trama spinge Frank verso l’inevitabile resa dei conti con la sua “nemesi e creatrice”, diventa sempre più chiaro che questo è un film di Walter Hill per i nostri tempi. E che è un western probabilmente. (Cameron Bailey / TIFF)


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