Massimiliano Longo

Massimiliano Longo: “La mia battaglia per la musica emergente in radio”

È il direttore di uno dei siti più autorevoli e seguiti d’Italia: www.allmusicitalia.it . EverShow, però, ha intervistato Massimiliano Longo soprattutto per una lodevole iniziativa che ha preso particolarmente a cuore. Una petizione a favore della musica emergente in radio a cui chiunque potrebbe aderire cliccando il seguente link: https://www.change.org/p/chiediamo-che-ci-sia-un-auto-regolamentazione-tra-i-grandi-network-radiofonici-italiani-che-stabilisca-che-il-20-della-musica-trasmessa-sia-musica-emergente-italiana

Massimiliano, come nasce il tuo coinvolgimento in questa importante petizione?
Tutto nasce qualche mese dopo che ho creato All Music Italia. Per chi non lo sapesse questo sito che parla solo di musica italiana è molto recente, infatti festeggerà a fine mese appena 1 anno e 5 mesi. Fin da subito nel mio sito insieme ai miei collaboratori abbiamo deciso di dare spazio a tutta la musica italiana, ma davvero tutta. A quegli artisti che magari altrove di spazio non ne trovano, anche a quelli che si auto producono e non hanno alle spalle uffici stampa, ovviamente valutando sempre la musica che ci veniva proposta, perché è sicuramente vero che c’è bisogno di spazio per gli emergenti, ma è altrettanto vero che forse fare musica inizia a sembrare quasi un gioco per qualcuno, quindi è comunque necessario fare una cernita. Questa nostra attenzione verso le “Nuove proposte” è piaciuta ai nostri lettori, ormai numerosissimi, perché così possono scoprire nuove realtà musicali. La petizione era un “atto dovuto” che già qualche mese dopo aver inaugurato il sito mi è venuto in mente… ho aspettato mesi prima di lanciarla perché volevo che prima All Music Italia conquistasse la fiducia del pubblico e degli addetti ai lavori, era ed è qualcosa di troppo importante per lanciarla senza le giuste tempistiche.

Qual è l’obiettivo?
Semplicissimo. Provare a risvegliare un po’ la coscienza musicale delle radio, più che altro delle grandi radio. Ormai le canzoni che vengono trasmesse sono solo quelle dei big italiani e, negli ultimi anni, dei ragazzi che escono bene da un talent show. Per farti un esempio non esiste più un Tiziano Ferro, artista che le radio hanno appoggiato fin da subito aiutandolo a diventare quello che è oggi senza aver mai partecipato ad un talent show o essere andato in gara ad un Festival di Sanremo. Certo, le radio potranno rispondere che la qualità è calata e che di artisti come Tiziano Ferro non ne nascono tutti i giorni, ed è vero, ma credo sia altrettanto vero che è impossibile che tra le tante proposte che arrivano sulle loro scrivanie, non ci sia nulla di meritevole e che può essere passato in radio. Non possiamo prenderci in giro, è vero oggi il web è un enorme risorsa ma con la musica non può fare miracoli… se un artista non passa in radio, spesso non esiste, la gente non lo conosce, non può valutarlo e decidere se merita di andare avanti o meno. In tutta Europa esistono leggi che tutelano la musica, per esempio in Francia dove le radio devono passare il 40% di musica nazionale e di questo 40% il 20 dev’essere di musica emergente. Da anni si prova a porre l’attenzione su questo problema ma non prendiamoci in giro, i nostri governi hanno così tanti problemi da risolvere e fanno così fatica a stargli dietro che non credo troveranno presto del tempo per la musica purtroppo. Per questo quello che noi vorremmo è che i grandi network facessero una scelta coraggiosa, quella di sedersi ad un tavolo e auto regolamentarsi da se senza bisogno di leggi… mi rifiuto di credere che siamo in un paese dove, per fare la cosa giusta serva per forza una legge!

Facciamo finta che l’obiettivo della petizione sia stato finalmente raggiunto. Nel concreto cosa cambierebbe?
Cambierebbe il nostro modo di ascoltare la radio.Oggi siamo abituati ad accenderla e sentire oltre agli speaker, le hit dei big italiani passate a ripetizione oltre ovviamente a tanta musica straniera impossibile sentire nuove canzoni di nuovi artisti… nemmeno i giovani di Sanremo ricevono molta attenzione per dire. Cambierebbe che si tornerebbe a fare scouting come succedeva un tempo… una radio si innamora di 2 o 3 nuovi progetti e prova a investirci senza chiedere nulla in cambio, solo per il gusto di aver contribuito al lancio di un nuovo artista. E cambierebbe molto anche nel dietro le quinte della musica.I produttori avrebbero meno paura di investire soldi in giovani talenti e il pubblico potrebbe finalmente tornare ad essere l’unico artefice del successo o dell’insuccesso di una canzone.

Tra gli emergenti di oggi, se ne avessi la possibilità, chi vorresti premiare e perché?
Ma guarda questo è molto soggettivo. Certo ho un mio gusto e credo che alcuni talenti siano innegabili anche se bisogna anche avere il pezzo giusto è ovvio. Io darei sicuramente più spazio ad Amara che è una cantautrice di nuova generazione con indubbie doti vocali e compositive ma potrei farti tanti nomi… Per esempio mi piace moltissimo l’ultimo disco di Andrea Nardinocchi che però non mi sembra stia avendo molto supporto dalle nostre radio. Darei una possibilità anche ad Osvaldo Supino per esempio canta in inglese, ha un sound curato, molto internazionale nulla da invidiare a canzoni di artisti che provengono dall’estero e che le nostre radio passano giornalmente… però è italiano… Oggi le radio professano la loro interattività col pubblico però io onestamente non la vedo questa interattività. Fossi io al posto loro trasmetterei brani di nuovi artisti anche in base alle loro segnalazioni e sonderei il loro gradimento proprio grazie ai nuovo mezzi come i social che permettono di avere un riscontro in tempo reale.

Tra gli eterni emergenti del passato mai diventati BIG, invece, a chi daresti una seconda possibilità?
Domanda abbastanza complicata… anche perché ormai i big sono al massimo 10 nomi in Italia. Gli altri devono ancora dimostrare tutto al di là del successo di un singolo. Diciamo che il problema in radio non è solo degli emergenti… abbiamo nuove proposte che non passano, abbiamo emergenti che, come dici tu, sono eterne promesse della musica… e poi abbiamo artisti con una loro storia che non trovano più spazi adeguati nelle radio italiane, vedi per esempio Ivana Spagna. Per questo noi crediamo che sia importante il supporto di tutti gli artisti, perché attualmente al sicuro sono in pochi, non solo gli emergenti.

Un bilancio temporaneo della tua direzione di AllMusicItalia?Assolutamente positivo. Calcola che è nato tutto quasi per gioco quando con due amici, Cristian Scarpone e Alessandro Zanotti, parlavamo del fatto che non aveva senso che non esistesse nel nostro paese un sito di sola musica italiana. Diciamo che il gioco è diventato un affare serio in poco tempo, abbiamo avuto un ottimo riscontro del pubblico e, piano piano, ci siamo conquistati la stima e la fiducia degli addetti ai lavori, e non è poco. Soprattuto se oltre al poco tempo in cui tutto questo è avvenuto conti che, a differenza di altri siti musicali, non abbiamo nessuna società o finanziatore alle spalle se non il sottoscritto e che parliamo solo di musica. Una ricerca del giornalista Fabio Galassi lo scorso mese ci ha piazzato alla settima posizione dei siti musicali più influenti in Italia e davanti a noi c’erano solo siti di settoriali di musica rock e… Rockol, che voglio dire con i suoi vent’anni di attività è IL SITO di musica in Italia. Credo che io e i miei collaboratori non possiamo di certo lamentarci ma possiamo solo ringraziare i nostri lettori. Per quel che riguarda un bilancio sulla petizione diciamo che quasi 2.200 firme raccolte in 10 giorni sono state un buon inizio, soprattutto perché arrivano da diverse realtà che si sono unite per una volta… artisti emergenti, musicisti, produttori, etichette indipendenti e, ovviamente, ascoltatori e fruitori di musica.

Negli ultimi tempi hai ottenuto un grande successo anche nelle vesti di scrittore: un nuovo libro è già all’orizzonte?
Guarda per quel che riguarda il libro su Gianluca Grignani mi è stato proposto e, avendoci lavorato per sette lunghi anni, mi sono convinto che potevo farcela. Soprattuto credo che Gianluca si meritasse un libro biografico su di lui perché veramente è uno degli artisti che ha spezzato regole e catene di questo sistema. Mi piace l’idea che i più giovani possano scoprirlo attraverso ROCKSTAR A META´… e poi Gianluca quest’anno festeggia vent’anni di carriera, quale momento migliore… ti confesso che mi piacerebbe anche fare qualcosa con lui, unirci e presentarlo insieme in tutta Italia insieme al suo nuovo album il prossimo inverno. Per il resto a luglio mi metterò a scrivere, questa volta voglio provare con un romanzo con cenni autobiografici… diciamo che ho avuto una vita abbastanza turbolenta, al limite in alcuni casi, ed oggi i giovani vivono un periodo molto difficile, nonostante tutti questi social si sentono più soli che mai, vittime delle loro ansie e delle loro paure, penso che ritrovare il loro dolore nelle parole di qualcuno che ci è passato ed è ancora qui potrebbe essere bello.Va detto che io non mi ritengo uno scrittore, ho troppo rispetto per il lavoro e la competenza altrui… ho una grande passione in tutto quello che faccio, questo sì… e quindi tutto quello che faccio cerco in tutti i modi di farlo bene, per questo sfrutto ogni occasione che mi viene data, in fondo oggi come oggi nessuno ti regala niente, quindi credo che sia una forma di riconoscenza cogliere al volo ogni occasione che in qualche modo ti sei guadagnato.



Evershow è un prodotto editoriale di Everland sas - Piazza dei Martiri di Belfiore 4, Roma | info@evershow.it | www.everlandcomunicazione.it