LUCA FILIPPI

Luca Filippi: “Anche io sono stato un ragazzo dell’ultimo banco”

Il suo ultimo film, ClasseZ, è una delle grandi sorprese della stagione cinematografica in corso. Evershow ha incontrato uno dei suoi protagonisti, Luca Filippi, che è uno degli attori emergenti più interessanti del panorama cinematografico italiano

Nel film ClasseZ interpreti Julian, il ragazzo dell’ultimo banco. Come lo descriveresti?
Un po’ come descriverei me stesso: bello, interessante, sensuale, intelligente (rido) scherzo.. Julian è un ragazzo che possiede tutte queste qualità. Ma le nasconde, non le mostra e non per menefreghismo nei confronti degli altri, ma perché si sente in qualche modo inadeguato, inadatto. Inadeguato rispetto ai suoi coetanei, inadeguato rispetto ai professori e alla scuola, inadeguato per i suoi genitori. Per questo quando può fugge, da tutto e tutti. Ma scappare e non affrontare i problemi è facile, non affrontare sé stessi non può durare per sempre e lo sa anche lui.

Hanno parlato del film come “un film all’altezza dei giovani” secondo te perché?
Perché è spiazzante, ironico, scazzato e scomodo come i ragazzi che frequentano le superiori in questo momento. Penso che ognuno dei ragazzi che va al cinema si possa in qualche modo riconoscere con i ragazzi di Classe Z. I nostri personaggi sono puri, semplici, sinceri e onesti lontani dai college americani o da stereotipi cinematografici oltreoceano. Si parla di scuola italiana, si parla senza mezze misure, si dice cazzo quando si deve dire e si manda affanculo quando serve. Mi stanno arrivando molti messaggi sui social di chi ha visto il film ed è bello vedere che molti si riconoscono nel mio personaggio o in quello di Ricky, Viola, Stella e tutti gli altri.

Hai trovato il tuo personaggio vicino alle tue corde e perché?
Perché anche io alle superiori ero un po’ come Julian. Insicuro, ansioso e mi tremavano le gambe in certe situazioni, come stare alcentro dell’attenzione davanti a tutta la classe. Sembra un paradosso perché ho scelto di fare l’attore, ma è proprio per questoho superato la paura piano piano e questo mestiere mi ha dato una grossa spinta. Julian sta cercando ancora la sua strada. Vediamo se nel film la trova.

Quale è stato il consiglio più “necessario” che ti ha dato il regista Guido Chiesa per rendere al meglio Julian?
Quando ho fatto il provino. Lo feci solo con lui, senza una camerache riprendeva . Avevo iniziato la scena, Guido mi ferma subito e mi dice: “secondo te lui riesce a guardare negli occhi le personeoppure gli sfugge? E quando parla, che volume di voce ha? Normale come gli altri o quasi sussurrato, per non farsi sentire?”Solo con queste due indicazioni, puramente tecniche, il personaggio ha iniziato a prendere vita. Un grande regista.
Un aneddoto delle riprese che ricordi con piacere?
Durante le riprese abbiamo fatto una cena fra noi del cast. E prima della cena si è stabilito di mettere i cellulari in un contenitore e di non guardarli fino a fine cena. Nessuno ha trasgredito la regola e siamo stati a ridere, scherzare, giocare per tutta la sera, abbiamo chiuso noi il locale e i cellullari alla fine stavamo per dimenticarlilà. Da rifare.


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