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Ira Fronten: “Il mio impegno a favore di chi è meno fortunato”

Sabato 13 luglio, alle ore 20 presso la Casa del Cinema di Roma, si terranno gli Italian Black Movie Awards. Il premio, alla sua prima edizione, conta con il sostegno della Roma Lazio Film Commission, Roma Africa Film Festival, associazione Centri Alti Studi Averoé, e ACMID donna Onlus.  La rassegna intende dare un meritato riconoscimento agli attori e professionisti dello spettacolo, d’origine afro discendente in Italia e anche alle iniziative di registi, produttori ed emittenti tv che hanno sviluppato progetti in favore dell’integrazione culturale positiva e costruttiva. Per l’occasione, abbiamo intervistato l’anima dell’iniziativa: l’attrice e conduttrice Ira Fronten.

Ira, raccontaci i nuovi progetti che ti stanno vedendo impegnata in questi giorni…

Ho finito di girare un film importante che uscirà al cinema a gennaio. Sto preparando uno spettacolo teatrale con Paolo Sassanelli, e mentre aspetto la partenza di un nuovo progetto, porto avanti delle iniziative sociale a favore degli attori d’origine afro discendente e per il Venezuela.

Quanto sei legata alle tue origini?

Sono molto legata alle mie origine venezuelana e africane. Sto lavorando alla creazione d’un progetto che permetta di trovare fondi europei per formare alcune donne venezuelane che hanno bambini piccoli, in modo da dar loro gli strumenti per creare piccole imprese che le permettano di lavorare da casa. La finalità è quella di combattere l’abbandono infantile, evitando che le madri povere siano costrette ad allontanarsi da casa lasciando da soli i piccoli. Qui in Italia, inoltre, ho creato gli Italian Black Movie Awards che, con l’aiuto delle mie amiche Nadia Kibout e Maria di Sousa insieme a Luciano Sovena e Antonio Flamini, sono riuscita a sviluppare per dare un giusto riconoscimento agli artisti di origini afroitaliane.

Quale vorresti fosse il prossimo step della tua carriera?

Desidererei lavorare in una serie televisiva per un lungo periodo, per potermi rilassare un po’, far divertire la gente, e mettere in scena il mio grande potenziale ma soprattutto per comprarmi una casa tutta mia.  Spesso mi capita di trovare persone che hanno visto il film “Il ministro”  e con gioia mi fanno dei complimenti, ciò mi fa capire che gli italiani e le italiane mi vogliono bene.

Come nasce la tua passione per la recitazione?

Dal desiderio di esprimermi: la recitazione ti dona dei superpoteri e riesci a liberare le paure. Non hai limiti quando reciti, senti che tutto è possibile.

Quando hai capito che quella passione si sarebbe trasformata in un vero e proprio lavoro?

Quando ho capito che l’unico modo per farlo bene eri quello di dedicargli tempo, investendo nella preparazione. Se hai successo, guadagni in un giorno ciò che altri lavori farebbero guadagnare un mese.

Come trascorrerai il resto dell’estate?

Io amo l’estate a Roma e percorrere Trastevere di notte. E quest’anno credo che non mancherò a questo mio rituale, poi vorrei tanto tornare in Venezuela, per qualche settimana per poter stare con mia madre che ha 81 anni e non posso ancora portarla qui con me in Italia. L’estate per me é un periodo anche di riflessione e mi aggiorno con libri che non ero riuscita a leggere prima. Vorrei tanto che arrivasse un bel progetto che mi impegnasse durante l’estate, nella elaborazione del personaggio e nella lettura delle sceneggiature. Non amo le spiagge affollate, fare fila nei ristoranti ne negli aeroporti per partire. È così, mentre tutti si stressano, io mi rilasso. La mie vacanze le faccio a Cannes e a Venezia, durante i festival, perché per me guardate 4 o 5 film al giorno e meglio di andare in spiaggia.


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