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Intervista a Lorella Cuccarini, in scena con “Rapunzel” al Brancaccio fino al 15 febbraio

E’ uno dei più grandi successi teatrali della stagione in corso, Rapunzel. EverShow ha intervistato la sua protagonista, Lorella Cuccarini, per la prima volta alle prese con un ruolo da cattiva. Sullo spettacolo, in scena al Teatro Brancaccio di Roma dallo scorso 18 dicembre, in attesa delle prossime tappe in altre città d’Italia, calerà il sipario il prossimo 15 febbraio.

Grazie a Rapunzel, dopo tanti anni di carriera, ti stai misurando con il tuo primo ruolo da cattiva…
Sì, Madre Goethel del musical Rapunzel, effettivamente, è cattiva. Ma si tratta pur sempre di una cattiva delle favole, e quindi è uno di quei personaggi che hanno un risvolto un po’ grottesco e brillante. Grazie a questo musical sto avendo l’opportunità di misurarmi con una donna da portare in scena ben diversa da tutte quelle che avevo interpretato finora. Goethel, infatti, è spietata, sensuale, a tratti buffa e alla fine persino tenera. Dietro la storia di ogni cattivo c’è sempre una motivazione che lo ha spinto a diventare tale, per questo sono sicura che il pubblico si appassionerà a lei ma anche a tutti gli altri personaggi di questo musical diretto magistralmente da Maurizio Colombi.

Punti in comune tra te e Madre Goethel?
Non ce ne sono. Se c’è qualcosa che non mi appartiene è proprio il cinismo e la spietatezza, tipici di Madre Goethel. Ma il bello della recitazione è proprio questo. Anzi, la mia sfida è proprio quella di riuscire a entrare così tanto nella parte della cattiva, da far dimenticare ai telespettatori che sotto i panni di Goethel c’è la Cuccarini.

Ci regali un aneddoto legato alle prove?
Spesso io e Alessandra Ferrari, l’attrice che interpreta Rapunzel, interagiamo all’interno di una torre lunga quattro metri. E spesso, io e lei, rimaniamo incastrate nella treccia di sei metri di capelli di Rapunzel (ride,n.d.r.). Ci stiamo impegnando davvero tanto, provando per molte ore al giorno ma sono felice perchè ho la fortuna di condividere questa mia nuova avventura professionale con un gruppo di lavoro fantastico.

Da un po’ di tempo sei lontana dalla televisione. Non ti manca?
Non ho mai fatto televisione per il solo gusto di apparire. Nel corso della mia carriera, dal punto di vista televisivo, ci sono stati alti e bassi. Ma quei bassi televisivi, fortunatamente, coincidevano con grandi successi teatrali. E questo è stato possibile grazie al fatto che ho sempre continuato a studiare, pur di perfezionarmi come artista a 360gradi. Adesso mi sto concentrando sul teatro, fermo restando che, se arrivasse il giusto progetto, sarei ben lieta di accettarlo.

Quali ricordi conservi dei tuoi esordi?
Era il 1985 quando Pippo Baudo mi chiese di affiancarlo a Fantastico, il programma di punta di RaiUno, che andava in onda ogni sabato sera. Devo tanto a Pippo che, sin da subito, ha creduto in me, valorizzandomi. E’ stato un sogno lavorare con lui, così come lo è stato, negli anni successivi, il tandem con Marco Columbro. Con lui ho vissuto emozioni importanti come quella della prima diretta di Canale5 con Buona domenica, ma anche la conduzione di trasmissioni di straordinario successo come Paperissima.



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