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Gianclaudio Caretta: “Ho imparato ad amare il mestiere dell’attore grazie a Quentin Tarantino”

Di recente è uscito nelle sale cinematografiche il film “Ed è subito sera”, diretto da Claudio Insegno. Una delle sorprese della pellicola, senza ombra di dubbio, è l’attore Gianclaudio Caretta, dotato di un innato talento e di un’intensa bellezza. Evershow non poteva perdere l’occasione di intervistarlo.
Sei co-protagonista del film “Ed è subito sera”, raccontaci il tuo ruolo…
Il mio personaggio è un ventenne universitario, dall’educazione rigida, ho un rapporto poco comunicativo con papà, sempre in contrasto. Con Dario siamo amici dai tempi delle scuole medie e ci vogliamo un gran bene, ci divertiamo molto e ci sfottiamo a vicenda. In realtà siamo due semplici ventenni ai quali però, il destino, riserverà qualcosa di diverso.
Ci racconti un aneddoto legato alle riprese?
A metà film, Dario, i suoi fratelli ed io giocheremo una partita di calcetto contro una squadra di balordi. La partita sarà importante ai fini della sceneggiatura perché racconterà alcune dinamiche d’azione dei camorristi. Iniziate le riprese sul set, dopo neanche due minuti, Dario ovvero Gianluca Di Gennaro cominciò ad avere dei forti crampi allo stomaco, penso dovuti al freddo atomico di quella tarda serata. Dovette abbandonare il campo ma noi non potemmo interrompere le riprese. Nel film, in diverse scene della partita nelle quali la telecamera inquadrerà noi, spesso fingeremo di chiamare Dario come se volessimo passargli la palla, per dare allo spettarore l’impressione che ci sia anche lui in campo, che però, in realtà, non si vedrà mai.
Cosa ha rappresentato, per te, collaborare con Franco Nero?
Ho iniziato ad amare questo mestiere grazie a Quentin Tarantino, con “Pulp Fiction” nello specifico. Ed in uno dei suoi ultimi film “Django Unchained, vidi Franco Nero in un ruolo che mi entusiasmò. Quando qualche anno dopo seppi che in “Ed è subito sera” avrei dovuto interpretare suo figlio, ebbi come la sensazione che i miei sogni si stessero avvicinando molto più alla realtà. È come se avessi detto a me stesso: “Vedi, non è una chimera questo mestiere, è molto difficile ma tutto è possibile”.
Quali altri traguardi ti piacerebbe raggiungere a livello professionale?
Beh, mi auguro molti altri traguardi, sono solo all’inizio. Spero di vincere dei provini per quello che credo sia il mio cavallo di battaglia, il ruolo comico drammatico, in una serie tv e in un film cinema magari ambientato nella fantastica puglia, terra in cui sono nato e cresciuto.
Parteciperesti a un reality o a un talent-show? Se sì a quale?
Sinceramente ad un reality no, credo sia in totale antitesi con le mie scelte professionali attuali. In relazione ai talent show, mi è sempre piaciuto “Ballando con le stelle”; addirittura diversi anni fa andai in studio tra il pubblico più volte il sabato sera, per seguire in diretta le puntate. Mi piace ballare e sin da piccolo ho sempre praticato sport a livello agonistico, penso quindi che la struttura del format sarebbe stimolante.
Quando non lavori, come trascorri il tuo tempo libero?
Leggo libri e guardo film, anche se entrambe le cose le concepisco in realtà in ottica professionale. Amo il tennis, cerco di giocare almeno 2 volte a settimana. Amo le moto, sia di strada che d’acqua. Mi piacciono i mercatini, le bancarelle, come Porta Portese a Roma. Mi piacciono i pranzi di pesce al mare. Mi piacciono gli aperitivi col vino rosso e i dopo cena col gin tonic. Amo i dolci.
Della società di oggi cosa ti fa più paura?
L’invidia, l’indifferenza, il menefreghismo, i pochi valori, le poche ambizioni.
Cosa, invece, ti spinge a sperare in un futuro migliore?
La speranza che alla fine dei conti, in realtà, la gente destinata a noi incrocerà la nostra strada, entrerà nella nostra vita nel momento più opportuno e con le dinamiche meno considerabili. Viviamo una vita di libero arbitrio lungo un percorso che però credo sia predestinato. Credo in Dio, mi affido alla considerazione che se sei buono è molto difficile tu possa avere una vita cattiva.
Tra dieci anni, sia sul fronte professionale che privato, come ti piacerebbe vederti?
Con una bella bimba e un bimbo, di 3 anni circa ciascuno. Con un fisico allenato, come se avessi ancora 25 anni. Con una mente più solida ed elaborata, un respiro più oculato, un ritmo interiore più sereno. Spero fra 10 anni in molte più certezze professionali, in questi anni cercherò di strutturarmi al massimo affinché col passare del tempo possa avere una carriera sempre più solida. Sogno di fare questo mestiere per tutta la vita.


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