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Gabriele Hintermann: “Il nuovo singolo, l’album in arrivo e i talent-show”

La sua passione per la musica inizia all’età di 11 anni quando inizia a intraprendere i primi studi musicali con la chitarra classica. All’età di 12 anni, Gabriele Hintermann inizia a scrivere canzoni per il suo primo gruppo rock chiamato “Red sky”. Successivamente si appassiona al blues al jazz e alla musica classica iniziando a suonare il contrabbasso ed iscrivendosi al conservatorio di Santa Cecilia dove è attualmente specializzando in violoncello, strumento con il quale si esibisce in vari teatri con l’orchestra del conservatorio stesso. Registra parti strumentali con il contrabbasso per film e documentari ed inizia una vita artistica costellata di partecipazioni musicali con svariate band tra le quali la jug band “No Funny Stuff” con la quale realizza numerosi concerti e partecipa al talent “Tu sì que Vales” su Canale 5. È inoltre il contrabbassista e co-fondatore della balkan band romana Errichetta Underground giunta quest’anno al decimo anno di carriera e con la quale organizza ogni hanno ”Errichetta Festival” (festival di musica tradizionale che ha da poco festeggiato la sua ottava edizione) e con la stessa band nel 2016 realizza un incredibile concerto presso la cavea dell’auditorium insieme alla band dei KlezRoym capitanata dal sassofonista romano Gabriele Coen. In qualità di cantautore forma nel 2007 una band che porta il suo nome “Gabriele Hintermann & Il Circo BauMann” con la quale pubblica il suo primo EP dal titolo “Fra le stelle Ep” contenente quattro inediti originali. Con la stessa band realizza moltissimi concerti partecipando a numerosi festival in varie zone dell’Italia ed aprendo più volte i concerti del gruppo folk Modena City Ramblers di fronte a migliaia di persone. La band si scioglierà più avanti per dare spazio alla sua nuova formazione “Hintermann e gli Sciamani” che si è già esibita su vari palchi tra i quali quello del teatro Quirinetta in Roma e con la quale ha da poco finito di registrare il suo primo disco che conta incredibili partecipazioni tra le quali spicca quella di Matteo Gabbianelli, frontman della band “Kutso”, del sassofonista jazz/klezmer Gabriele Coen, del Banjista Danilo Cartia e dulcis in fundo quella delle stelle della musica balcanica internazionale Sercuk e Nizo Alimov entrambi macedoni e provenienti dalla rinomata “Kocani Orkestar”.

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Come mai hai scelto proprio Striscie chimiche come primo singolo? Qual è il significato della canzone?
La scelta del singolo è nata piuttosto spontaneamente, era una canzone che da subito mi ha dato una grande energia. Abbiamo unito il rock , il blues con riff di musica balcanica ed il risultato è stato esplosivo. La tematica risultava essere un argomento di grandi discussioni sul web, le tante controverse “scie chimiche” che ho voluto paragonare alle nostre paure che possono essere combattute solo “lottando con amore” come dice il testo stesso. Per quanto riguarda il significato lascio ad ognuno la sua interpretazione, sicuramente è un pezzo che rappresenta un inno alla speranza e all’andaree avanti con i propri sogfni e con la propria testa, scie chimiche o meno!

Come nasce il duetto con Matteo Gabbianelli?
E’ successo che mentre scrivevo la linea vocale sentivo già in testa la voce di potente di Matteo, che già seguivo da anni con la sua formazione “Kutso”. E’ stato tutto molto naturale, gli ho fatto sentire il pezzo, a lui è piaciuto ed è nata la collaborazione che ci ha portato ad essere protagonistgi di questa impresa titanica di fermare questi mostri nel cielo fatti di scie chimiche.

Come nasce il progetto Hintermann e gli Sciamani?

Il progetto nasce dall’esigenza personale di rimettere in piedi una band con la quale potessi cantare nuovamente le mie canzoni dopo i trascorsi con la mia band precedente “il Circo BauMann”. Grazie ad Alessio Ramaccioni, grande amico e bassista del gruppo siamo riusciti a mettere su una band esplosiva con sonorità rock/balcaniche e swing/pop. La chitarra elettrica di Francesco Carretti, il Synth di Marco Maracci, la ritmica massiccia di Danilo Ombres ed i sax di Luca Padellaro hanno dato vita finalmente aa quella che voleva essere una band di “guarigione” dai drammi personali e da quelli sociali da qui il temrine “sciamani”.

In passato hai partecipato anche a Tu sì que vales: cosa ricordi di quell’esperienza?
Si, partecipai in qualità di contrabbassista per la jug-band romana “No Funny Stuff”. Ricordo soprattutto la lunga attesa prima di registrare la puntata, ricordo che dovevo correre via subito dopo per un altro concerto ed ero molto nervoso. Ricordo, però, quel grande studio televisivo e la voglia di suonare bene. Posso garantire di aver visto da vicino personaggi che fino ad allora mi erano sembrati solo di fantasia televisiva!

Talent show: qual è il tuo giudizio a riguardo?
Penso in modo sincero che la strada per fare un mestiere artistico nell’era moderna sia sempre più in salita perchè c’è un dato che non va sottovalutato : siamo veramente troppi. Penso che i talent abbiano intercettato l’esigenza comune a molti colleghi cantautori e musicisti che è quella di venir fuori in qualche modo. Bisogna stare attenti però che questo venir fuori non diventi un arma a doppio taglio. Se è vero che da un lato il talent di turno offre una possibilità è anche vero che sono pochi i progetti che venuti fuori dai talent abbiano intrapreso una vera e propria carriera che poi è il fine ultimo di ogni cantante. Ci sono fenomeni molto isolati che sono riusciti a far questo. Lo show-business può essere pericoloso e può rappresentare talvolta un tritacarne di talenti piuttosto che il contrario. Sono dell’idea che bisogna rimanere con i piedi per terra e cercare di coltivare i nostri vari progetti con molta umiltà e pazienza rimanendo sempre in contatto con l’emozione sincera che ci ha portato a voler fare ciò che vogliamo fare.

Ci anticipi qualcosa sull’album Laprimaveramente?
Sarà un album dal titolo aperto a varie interpretazioni. La risposta però è nel titolo: Sarà la prima volta che per davvero pubblico un super disco pieno di musica, parole, amore, odio, rabbia, ritmo, fratellanza, sollazzo e super partecipazioni musicali e quindi “la prima veramente”, che la primavera arriva in ritardo ed il disco uscirà, se Dio vuole, per ottobre e quindi che “la primavera mente” e per ultima cosa che rappresenta un mezzo artistico per raggiungere l’illuminazione e quindi attivare la mente ed arrivare ad essere “la prima vera mente”.



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