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Francesca Rasi: “Non potrei vivere senza ridere”

L’ironia è il sale della vita: ridendo si abbattono le punte e si incontrano le persone. Quando poi si è anche belli e sia in scena sia sul set si sorride…si illumina l’atmosfera. Francesca Rasi, partenopea d’origine fa tesoro dell’eredità del suo territorio gioviale e si racconta durante una giornata di lavoro. Tv e teatro cercano volti luminosi e sorridenti: Francesca è pronta:” Non potrei vivere senza ridere . E’ il mio primo piacere! E poi le donne belle sono quelle che sorridono!”.

Che importanza ha per te l’ironia?
E’ fondamentale. E’ l’ingrediente principale delle mie giornate, altrimenti mi sento come una moto a cui bisogna riscaldare il motore!

La usi sia nella vita di tutti i giorni che al lavoro? Come?
Sempre, con gli amici, al bar, in spiaggia, a cena, a lavoro. Amo giocare e organizzare scherzi per tutti. Le mie feste hanno come regola fissa i miei famosissimi giochi! Le mia amica, da 25 anni, Manuela, dice sempre che ha paura delle mie improvvisazioni giocose.

Parli spesso di ironia e comicità: qual è la differenza per te?
La mia vita è un meraviglioso film colorato; vivo le giornate con ironia e leggerezza. L’ ironia è un elemento del carattere che, o ce l’ hai o no, e non puoi costruirla!
La comicità si può anche imparare. Mi accorgo della mia comicità quando le persone ridono delle mie facce mentre sto solo raccontando quello che mi è successo durante la giornata!

Quanto il tuo essere partenopea aiuta l’ironia?
Moltissimo …Spesso i miei racconti, per me normali, sono conditi da ironia partenopea fatta di gesti e voce e la gente ride! Ogni frase diventa una battuta! Come quando mio nonno Dante diceva: Good bye to Your sister! Salutame a soreta!

Se gli altri utilizzano l’ironia con te, come reagisci?
Se non sono arrabbiata e super indaffarata, adoro sempre l’ironia degli altri. Basta non esagerare!
Evviva ridere con gli altri, soprattutto quando si lavora !

Degli artisti italiani che hanno portato l’ironia in scena, qual è quello che senti più vicino a te e perché?
Amavo Anna Marchesini da cui ho ripreso lo sketch “Sono la cameriera secca dei Signori Montagner”; poi Sandra Mondaini e Raimondo Vianello sono stati per me un esempio di comicità e ironia innata e mi fanno pensare tanto a mia madre e mio padre; Virginia Raffaele, che ha iniziato col teatro e ora vive di successo con il suo ultimo programma TV “Facciamo che io ero..”, mi piace perché ha molto talento, ed è fantasticamente ironica.
L’ironia in televisione e in teatro hanno la stessa forma?
Secondo me al pubblico l’ ironia arriva allo stesso modo sia dalla TV che dal Teatro; basta essere spontanei. Evviva gli artisti che fanno ridere il pubblico!

Qual è il limite dell’ironia?
Non esagerare con se stessi e con gli altri! Anche se, viva coloro che non se la prendono. I permalosissimi… restassero a casa!


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