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Ester Vinci, intervista esclusiva all’attrice e ballerina di origini siciliane

Danza e recitazione vanno di pari passo nel percorso professionale di Ester Vinci. L’attrice e ballerina, reduce da grandi successi televisivi e teatrali, si racconta in esclusiva a EverShow.

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Ester, come ti sei avvicinata al mondo della recitazione?
In realtà mi sono avvicinata in maniera molto naturale e spontanea, da piccola giocavo così, mi raccontavo attraverso vari personaggi. Sono molto timida nella vita privata e solo così o almeno più facilmente riuscivo e riesco sicuramente a raccontarmi e ad esprimere le mie emozioni. E così sin da piccolina il mio essere timida e introversa mi ha portato ad esprimermi attraverso diverse forme d’arte: la recitazione e la danza. Forse perché potevo interpretare più identità calandomi sempre in personaggi diversi tra loro e anche distanti dalla mia persona. Sicuramente la recitazione è sempre stata la mia terapia, la mia bellissima terapia, più che la recitazione direi la possibilità di riuscire a vivere quelle che sono le emozioni di una persona, anche le mie, e riuscirle a comunicare, la possibilità di vivere le vite, le storie, gli amori di quelle persone. In ognuno di noi c’è sempre quella parte dove vorresti essere qualcun altro, e la bellezza di riuscire ad essere altro da se stessi è fantastico ! Certo è anche tutto più facile se sei qualcun altro. E il bello di questo mestiere è riuscire ad essere altro da quello che si è, essere quello che non sarai mai, ma dove puoi giocare per esserlo. E così giocando, crescendo è diventato un mestiere che coltivo giorno dopo giorno con molta passione e curiosità.

Vivi da anni a Roma ma sei di origini siciliane, quanto ti manca la tua terra?

Tanto, tantissimo sempre, infatti ne approfitto per andare ogni volta che posso, ogni qualvolta il mio piano di lavoro mi permette di allontanarmi da Roma, che è divenuta la mia seconda casa ,torno nella mia Sicilia, la mia fonte di energia per ricaricarmi.
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Di recente sei stata in tournée con lo spettacolo “4 donne e una canaglia” con Marisa Laurito, Corinne Clery e Barbara Bouchet. Com’è stato lavorare con queste tre grandissime donne?

Hai detto bene perché prima del loro divismo c’è la loro grandezza di donna. Ho imparato a conoscerle e ad apprezzare oltre alla loro superlativa bravura ed eccellenza espressiva, anche il loro lato più umano e giornaliero che le rende ancora più speciali. E ti ripeto infatti quello che ho detto proprio a loro durante il viaggio dell’ultimo spettacolo, quando riflettendo su tre anni, non solo di spettacoli ma di vita condivisa insieme, quello che vorrei prendere di ognuna di loro è l’eleganza e la calma di Barbara Bouchet, il temperamento, la grinta e la follia, quella sana e divertente di Corinne e di Marisa la sua forza nell’affrontare la qualsiasi, la sua vulcanica energia propria di una donna dalle molteplici risorse, la sua sicurezza e fermezza e la sua simpaticissima autoironia. Ed aggiungo che è stato bellissimo dividere non solo la scena ma anche momenti quotidiani e stringere un bel rapporto umano con ognuna di loro.

Ci puoi raccontare qualche aneddoto del dietro le quinte dello spettacolo?

Ce ne sarebbero tanti e più che dietro le quinte, soprattutto in scena, specie quando ti trovi a recitare sul palco con un comico come Gianfranco D’Angelo, dove ogni sera non sai mai cosa potrà accadere o cambiare, cosa riesce ad inventarsi e cercare di mantenere quell’attenzione e concentrazione, trattenendo quella risata che vorrebbe scoppiare.
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Hai un portafortuna che porti sempre con te?

No, in realtà non ho nessun portafortuna in forma di oggetto o di pensiero o un rito scaramantico, il vero portafortuna è proprio la fortuna di mettere piede su quel palco o sentire quel ciak, entrare in scena, entrare in quel personaggio e come d’incanto poi… è tutta lì la magia.

Quali sogni vorresti realizzare nel corso del 2019?
Vorrei che quest’anno proseguisse all’insegna della serenità, vorrei conoscere questa bellissima parola ma so che in questo mestiere è difficile. Più che sogni ho tanti obiettivi che mi sono prefissata e vorrei raggiungere. Mi sono sempre data un gran da fare da sola per lavorare, per trovare quel provino, per superarlo e chiudere quel contratto, perché non è nemmeno facile trovare un bravo agente. In questi ultimi mesi ho avuto la fortuna di conoscere un bravissimo agente, Fabio Iellini, dico bravissimo perché un agente che crede nelle potenzialità di un attore, non quello che guarda solo l’aspetto economico o il nome, che ti porta da sé già il lavoro. Guardando quella che è la persona oltre che l’attore, credendoci, mettendo anima ed entusiasmo proprio così come la metto io nel mio lavoro con grande passione. Ed è così che dovrebbe essere un agente (come quelli di una volta), con il quale puoi confrontarti, chiedere, consigliarti e riuscire a fare squadra. Sottolineo questa non è sviolinata, ma stima e la stima va riconosciuta. E mi auguro con questa nuova bellissima collaborazione di chiudere un bel contratto insieme, con un bel ruolo e un bravissimo regista, magari uno dei miei preferiti e che si possa finalmente approdare ad un progetto cinematografico che metta in evidenza le mie doti attoriali. Per sognare in grande direi che vorrei interpretare un personaggio femminile, un’eroina storica.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Son diventata un po’ scaramantica, vorrei annunciarlo solo quando definito contratto. Qualcosa bolle in pentola e sarò pronta a condividerlo con voi di Evershow non appena ne avrò la conferma.

Foto di Vittorio Carfagna

Abiti di Sabrina Persechino


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