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E’ andata anche la serata nostalgica dei revival con una media di ascolti più alta degli ultimi anni.

“Ho vinto la scommessa dei giovani, perché dando loro grande visibilità in apertura delle serate ho acceso un grande faro su di loro, sebbene 4 non abbiano passato il turno”, a così  dichiarato Carlo Conti in apertura della conferenza stampa di stamane
Amara si sfiderà con Kutzo e poi Caccamo contro Nigiotti che in anteprima si sfideranno e la finale tra i due giovani sarà a metà serata. E nel frattempo si fa il bilancio della serata appena passata, quella dedicata alle cover, all’amarcord musicale più o meno azzeccato degli artisti in gara. 20 le cover proposte, 20 pezzi della tradizione italiana rimangiati in maniera moderna e riempiti qua e là con marginalia non sempre riusciti (vedi Nesli e Moreno che inseriscono un prevedibile free style rap nei loro pezzi, rispettivamente di Carboni e Celentano, utili solo per ricordare al pubblico “di che pasta sono fatti”). Convince e vince subito, con un notevole distacco sugli altri, la cover di Nek, che osa con “Se telefonando” di Mina e riesce nell’impresa di non tradire la potenza musicale trasmessa dal pezzo scritto da Costanzo e musicato da Morricone nel 1966. Interessante (a voi decidere in che senso) il premio: un fiore creato dai fiorai di Sanremo chiamato “Cover”. E mentre le canzoni scorrono, anche lo show riserva dei siparietti degni di nota. A partire dalla coppia Luca e Paolo, i primi comici che finalmente fanno ridere il pubblico del festival (ma solo durante la loro prima uscita), minando quell’area anti-polemiche tanto cercata da Carlo Conti, che battuta dopo battuta era sempre più vicino alla crisi di nervi (il top è stato “Sei l’uomo del momento. Del resto basta prendere uno di Firenze, metterlo in TV a dir cazzate e ci credono tutti. Sai che non mi divertivo così tanto dal discorso di insediamento di Mattarella”). E poi il momento-nostalgia con i Spandau Ballet, già presenti sul palco dell’Ariston nel 1985, che hanno riproposto una breve selezione dei loro successi più famosi; il momento-trash con un sobrissimo Massimo Ferrero e la pubblicità che chiedeva in ginocchio di essere mandata in onda il prima possibile, il momento-Samantha con una pazientissima Cristoforetti rigorosamente NON in diretta (checché ne dica Conti – l’intervista era on line sul sito della NASA dalle ore 18 di ieri) e i momenti-Sanremo, durante i quali i “tre fiori”, tra dubbi medici e pause bibliche, anche ieri ci hanno “scarrozzonato” fino alla chiusura.


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