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Dal 20 aprile 2017 al cinema “LASCIAMI PER SEMPRE” un film di Simona Izzo

BARBARA BOBULOVA 6E’ imminente l’uscita al cinema di “Lasciami per sempre” un film di Simona Izzo con coautori Roberta Colombo e Matteo Bondioli.
La storia si sviluppa intorno a Viola (Barbora Bobulova), una giovane madre divorziata, che ha ritrovato la fiducia nell’amore tra le braccia di Nikos (Max Gazzè) e che decide di lasciarsi alle spalle il passato riunendo la “mandria parentale” composta da mariti, ex mariti, padri e patrigni, figli e figliastri, cognati e ex cognati, sorelle, cugini acquisiti e quant’altro, in occasione dei festeggiamenti per i vent’anni dell’irrequieto figlio, Lorenzo. Ma quello che doveva essere un momento di festa e di comunione si trasforma ben presto in una tragicomica resa dei conti. Se a questo si aggiunge: una bellissima e seducente ragazza dal carattere un po’ instabile, un vicino di casa superdotato intellettualmente, un figlio illegittimo che parla solo canadese e una ragazzina “figlia dei figli dei fiori”… il risultato non può che essere esplosivo. A dirigere l’orchestra è Simona Izzo, che con l’arguzia di sempre, ci racconta come la famiglia moderna, e di conseguenza la società, stiano attraversa ndo non solo una crisi economica ma anche identitaria e sentimentale. Un film divertente ma capace anche di commuovere come solo le grandi commedie possono fare. Un’ opera trasversale impreziosita dai brani musicali dello stesso Max Gazzè, che ci regala, oltre al suo talento musicale, una sorprendente interpretazione che lascerà il segno nel cuore degli spettatori.

CASAGRANDE 1La location principale del film è stata la vera casa della regista Simona Izzo che ha così potuto raccontare al meglio e con ancora maggiore coinvolgimento le storie e le emozioni dei suoi personaggi.

Ed è alle considerazioni degli autori che lasciamo la presentazione di questo nuovo lavoro della Notorious Pictures e la cui produzione è firmata da Giorgio e Vanessa Ferrero per Film9 con RAI Cinema.

Quindi: non lasciarmi mai?… Oppure: non ti fare mai più vedere?

O ancora: ti prego, resta.

Ma anche: ho sbagliato a lasciarti.

Tutto e il contrario di tutto.  Né con te né senza di te.

VALENTINA CERVI 10Riferito non per forza di cose ad una singola persona, un marito, un ex moglie o un fidanzato,  ma a tutti i componenti di questa extendend family, tanto per  parlare moderno. Ad un padre latitante che al momento opportuno riappare, ad una sorella che ha tradito forse la tua fiducia  ma che è l’altra metà della tua vita, ad un figlio che sta scappando e ad un altro che quasi non riconosci, a una moglie che ti vuole cambiare ad ogni costo ma poi ti accetta così come sei…

Ti voglio, ma non ti voglio.

Ti cerco, ma scappo.

Insomma: se amarsi per sempre è difficile, lasciarsi per sempre, sembra impossibile.

Le commedie corali che vedono al centro i rapporti sentimentali e familiari sono la passione di Simona, in fondo avrebbe voluto fare il direttore d’orchestra: l’idea di dirigere tanti strumenti diversi e creare una sinfonia le dà stress ma anche eccitazione. Ci ha provato nel 1994 con Maniaci Sentimentali festeggiando con il David di Donatello come regista esordiente. Ci ha preso gusto e nel 1997 ho partorito “Camere da Letto”, seguito  da “Io No” e “Tutte le Donne della Mia Vita” oltre che la recente commedia teatrale: “Figli, Mariti, Amanti”.

MAX GAZZE' 6“Ero un’autrice in cerca di conferme e una mamma che faticava a coniugare le sue due passioni: il cinema e la famiglia. Ma i miei film mi davano modo di vivere entrambi”.

Mentre scrivevamo questa storia, ballavano intorno a noi i termini che sancivano le unioni civili e che di lì a poco sarebbero diventate una realtà legislativa: coppie di fatto, stepchild adoption, utero in affitto, famiglia arcobaleno, mononucleare, multirazziale… E in fondo, anche se tutto questo esiste, come la chiami la chiami, la famiglia resta un centro nevrotico con cui ognuno di noi è costretto a confrontarsi, un  approdo sicuro dove potersi rifugiare, ma anche il luogo esasperante da cui voler scappare. Ecco, quindi: “Lasciami per sempre”. Una commedia bipolare, proprio come il “mucchio selvaggio” che abbiamo cercato di raccontare.

Siamo partiti da un contesto apparentemente rassicurante: oggi è il compleanno di Lorenzo.  20 anni.

Viola, la nostra protagonista ha riunito la mandria parentale per festeggiarlo, con una festa a rischio: visto che saranno presenti anche il suo ex marito e quello della sorella.

MYRIAM CATANIA 6Ognuno arriva con il proprio carico di rancore, convinto di poter addossare ai congiunti, ex o attuali, il peso del proprio disagio. Ma non funziona così.

Perché i sentimenti, sia postivi che negativi, sono strani. Si mescolano, quando ne trovano l’occasione, e si amalgamano vorticosamente come in un frullatore.  Quello che ne esce alla fine contiene le energie di tutti gli individui, ma spremuti insieme. E di solito il gusto finale, nonostante tutto, è buono.

Il grande Totò, con l’ironia che lo contraddistingueva, diceva che: I parenti sono come le scarpe. Più sono stretti e più fanno male.

Ed è così: in una famiglia, di qualsiasi tipo, natura o forma giuridica, sembra inevitabile farsi del male, ma è altrettanto impossibile sciogliersi da quel legame.

Lo dice, anzi, lo urla, una delle nostre protagoniste: famiglia deriva da Famulus, che vuol dire schiavo: schiavo dell’amore, ma anche della dipendenza che questo nucleo, per quanto dissestato, crea.

RIGILLO 3La storia procede per conflitti che abbiamo cercato di rendere gustosi e brillanti. Per difendersi è necessario dare il peggio di sé, inteso come il meglio di sé, quanto meno in termini dialettici. In scena i nostri soffrono, si dannano  ma da questa sofferenza, paradossalmente, nasce la commedia. Perché ridere delle disgrazie altrui significa esorcizzare le proprie.
Finché…
Finché i vent’anni sono stati compiuti, e il giovane festeggiato, dopo il turbinio di emozioni  attraverso cui è passato e una rivelazione sconvolgente che lo riguarda, ammetterà con tragica ironia che:

Alla fine, meglio uno straccio di famiglia che niente! Quello che non ho capito è perché quando c’è mi pesa e quando non c’è mi manca

Insomma il nucleo parentale come cappio, ma anche come cordone sanitario, visto che uno degli ex mariti vorrebbe continuare a chiamare papà il suocero riluttante e lamenta con la moglie una dermatite: “..perché da quando mi hai cacciato mi lavo con il sapone per i piatti” e nel mezzo di una lite plenaria arriverà a urlare ai “parenti serpenti”: dai sfogatevi a questo serve la famiglia a buttare fuori, a dirsi tutto.

La storia sembra dargli ragione, di certo il silenzio è il vero e insidioso veleno che minaccia tante famiglie  che siano allargate o ristrette, tanto che la nostra,  dopo il disastro dove tutti si sfidano e qualcuno sferra anche un pugno (come nella sparatoria finale di Mucchio selvaggio che potrebbe essere il sottotitolo del nostro film) cercherà di ricomporsi e riflettere sulla propria condizione. Forse perché il passato è in agguato, il presente incerto e il futuro sconosciuto. L’unica certezza è che questo  mosaico umano  non si disferà. E’ calamitato dall’amore e dal rancore, (spesso  effetto secondario di un sentimento finito) ma soprattutto dallo spettro della solitudine  molto  più minacciosa  e inerte del caos vitalistico nel quale vive.
                                                                  Simona Izzo, Roberta Colombo, Matteo Bondioli


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