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“Cena al buio tour” per conoscere da dentro il mondo di chi non può vedere la luce

Non auguro a nessuno di perdere uno dei propri sensi, ma alterarli può diventare un esercizio molto utile. Quando ci si priva momentaneamente di uno di essi, come la vista, tutti gli altri si rafforzano al punto da poter coprire l’assenza.” Con queste parole, Philippe Petit, performer francese, noto come funambolo delle Twin Towers, esprime in modo semplice e perfettamente esaustivo, l’importanza di riconoscere, davvero fino in fondo, quanto la capacità di utilizzare i cinque sensi sia una ricchezza troppo spesso data per scontata da chi questa “ricchezza” ce l’ha. Non solo: Petit ci invita a provare per capire. e il Centro Mongolfiera di Lecce aveva deciso di “sfidare” le persone vedenti, proprio a compiere l’esercizio molto utile dialterare il senso della vista. Ed è stato un grande successo. A proposito di questa iniziativa, il Presidente dell’UIC spiega: “Passiamo dalle classiche cene al buio fatte nei ristoranti, ad una location “insolita”, e abbiamo preso, la collaborazione, come una sfida……e ne siamo onorati”. Levento “Il gusto non ha bisogno della vistaCena al buio Tour”, ha avuto luogo sabato 8 dicembre, proponendosi come appuntamento dall’importante risvolto socio-umanitario, creando al tempo stesso sinergie con le associazioni operanti e molto attive sul territorio. La direttrice del Centro Daniela Salanti, a tal proposito ha dichiarato: “Il Centro Mongolfiera, ha una responsabilità verso le persone che accoglie, ed ha quindi il dovere di veicolare anche e soprattutto messaggi sociali e profondi, per questo ringrazio tutte le associazioni e gli enti che hanno sostenuto e patrocinato: Provincia di Lecce, Lions Club Santa Croce, Il Comune di Surbo, A.s.Cu.s U.I.C Lecce, U.I.C.I. Lecce”. Una “serata da non vedenti’, per capire il valore della luce e, soprattutto, per conoscere “da dentro” il mondo di chi la luce non può davvero vederla mai. Un’esperienza di rara forza e umanità, un’occasione per rifletterePer tutta la durata della cena, i convitati hanno dovuto indossare una mascherina oscurante, a loro consegnata a inizio serata, e sono stati assistiti e serviti da camerieri non vedenti. Senza l’uso della vista, i partecipanti si son potuti rendere presto conto di come tatto, olfatto e gusto li abbiano aiutati a distinguere i cibi e, grazie a udito e tatto, la mente è riuscita ad elaborare e memorizzare le relative posizioni di sala, tavolo, cose e persone. A fine cena, ecco di nuovo la magia di luci e colori, ma è così solo per chi vede, per chi ha la possibilità – da sfruttare”, cogliere ed apprezzare – di riaprire gli occhi. Questa è stata la scommessa che si è rivelata vincente: entrare, con garbo, ma fino in fondo, nel mondo di chi ha difficoltà e, grazie al prezioso insegnamento che ne deriva, uscirne più ricchi, più comprensivi, più attenti e consapevoli. Per la partecipazione all’iniziativa, da parte dei clienti del CentroMongolfiera, è stato previsto un costo che è stato poi devoluto in beneficenza alle associazioni territoriali di non vedenti; l’evento è stato organizzato nel rigoroso rispetto delle prescrizioni organizzative finalizzate alla più ampia tutela della sicurezza di tutti i partecipanti all’evento.



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