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Cannes parla italiano (ma gli italiani parlano inglese): la line-up del festival

Mentre Thierry Fremaux, il delegato generale del Festival di Cannes, si schiera apertamente contro i selfie sul tappeto rosso, a Cannes tutto è pronto per l’inizio della kermesse cinematografica, quest’anno alla sua 68ma edizione. Il presidente della manifestazione Pierre Lescure ha infatti appena annunciato la line-up di quest’anno: un bel mix di generi e sapori, con una presenza italiana massiccia: tre film in concorso e uno nella selezione ufficiale. Questi i titoli dei lungometraggi presentati:

IN CONCORSO

– DHEEPAN (TEMPORARY TITLE) di Jacques AUDIARD
– LA LOI DU MARCHÉ (A SIMPLE MAN) di Stéphane BRIZÉ
– MARGUERITE ET JULIEN (MARGUERITE AND JULIEN) di Valérie DONZELLI
– IL RACCONTO DEI RACCONTI di MATTEO GARRONE
– CAROL di Todd HAYNES
– NIE YINNIANG (THE ASSASSIN) di HOU Hsiao Hsien
– SHAN HE GU REN (MOUTAINS MAY DEPART) di JIA Zhang-K
– UMIMACHI DIARY (OUR LITTLE SISTER) di Hirokazu KORE-EDA Hirokaz
– MACBETH di Justin KURZEL
– THE LOBSTER di Yorgos LANTHIMOS
– MON ROI di MAÏWENN
– MIA MADRE di Nanni MORETTI
– SAUL FIA (SON OF SAUL) di László NEMES
– YOUTH di Paolo SORRENTINO
– LOUDER THAN BOMBS di Joachim TRIER
– HE SEA OF TREES di Gus VAN SANT
– SICARIO di Denis VILLENEUVE

FUORI CONCORSO

– film d’apertura MAD MAX : FURY ROAD di George MILLER
– LA TÊTE HAUTE (STANDING TALL) di Emmanuelle BERCOT
– MARYLAND di Alice WINOCOUR
– IRRATIONAL MAN (UN HOMME IRRATIONNEL) di Woody ALLEN
– INSIDE OUT (VICE-VERSA) di Pete DOCTER & Ronaldo DEL CARMEN
– THE LITTLE PRINCE (LE PETIT PRINCE) di Mark OSBORNE

UN CERTAIN REGARD

– MASAAN (FLY AWAY SOLO) di Neeraj GHAYWAN
– HRÚTAR (RAMS) di Grímur HÁKONARSON
– KISHIBE NO TABI (JOURNEY TO THE SHORE) di KUROSAWA Kiyosh
– JE SUIS UN SOLDAT (I AM A SOLDIER) di Laurent LARIVIÈRE
– ZVIZDAN (THE HIGH SUN) di Dalibor MATANIC
– THE OTHER SIDE di Roberto MINERVINI
– UN ETAJ MAI JOS (ONE FLOOR BELOW) di Radu MUNTEAN
– MU-ROE-HAN (THE SHAMELESS) di OH Seung-Uk
– LAS ELEGIDAS (THE CHOSEN ONES) di David PABLOS
– NAHID di Ida PANAHANDEH
– COMOARA (THE TREASURE) di Corneliu PORUMBOIU
– CHAUTHI KOOT (THE FOURTH DIRECTION) di Gurvinder SINGH
– MADONNA di SHIN Suwo
– MARYLAND di Alice WINOCOUR

Garrone presenta il suo Tale of Tales, un fantasy/horror girato in lingua inglese ambientato in un immaginario medioevo popolato da orchi e dragoni, ispirato e liberamente tratto da “Lo Cunto de li cunti” di Giambattista Basile. Girato in Italia tra Lazio, Puglia e Toscana, oltre alla colonna sonora di Alexandre Desplat, il film sfoggia un cast internazionale, capitanato da Salma Hayek, Vincent Cassel and John C. Reilly. Sempre in lingua inglese è stato girato anche l’ultimo film di Sorrentino, Youth: in uscita a maggio prossimo, la trama del film fa perno sull’amicizia di due vecchi artisti (Michael Caine e Harvey Keitel), che osservando quello che succede intorno a loro nell’albergo sulle alpi svizzere dove sono ospiti, discutendo su quello che attende loro e i loro figli. Mia madre, di e con Nanni Moretti, racconta il difficile rapporto di un uomo con l’elaborazione del lutto nei confronti della propria madre: insieme a Margherita Bui e John Turturro vedremo una questione personale divenire un paradigma universale. Nella selezione ufficiale si affaccia anche il giovane Minervini, texano ormai naturalizzato, che con The Other Side propone con il suo stile unico un altro ritratto dell’America più triste, amara, nascosta nelle pieghe della società.

Da poco la triade italiana in concorso si è fatta sentire dalla croisette con queste parole:

“Siamo felici e orgogliosi di rappresentare l’Italia in concorso al prossimo Festival di Cannes. Siamo consapevoli che è una grande occasione per noi e per tutto il cinema italiano» hanno detto i tre registi in una dichiarazione congiunta. «I nostri film, ognuno a suo modo, cercano di avere uno sguardo personale sulla realtà e sul cinema. Ci auguriamo che la nostra presenza a Cannes possa essere uno stimolo per tanti altri registi italiani che cercano strade meno ovvie e convenzionali”

E ora bisogna solo aspettare che la giuria, presieduta quest’anno dai fratelli Coen, faccia il suo dovere…



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