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Camera: proposta per revisione legge 135/1990 su Aids: test HIV accessibile per ‘grandi minori’

Si è svolta oggi presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, la presentazione della proposta di legge “Interventi per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS e le epidemie infettive aventi carattere di emergenza” promossa dall’intergruppo parlamentare “L’Italia ferma l’Aids”, guidato dall’on. Mauro D’Attis (FI) e dall’ on. Fabiola Bologna (M5S). “Vorrei ringraziare il Ministro della Salute On. Roberto Speranza – dichiara l’On. D’Attis, promotore dell’intergruppo parlamentare “l’Italia ferma l’AIDS” – per il sostegno governativo che ha deciso di dare alla nostra proposta di legge, un lavoro davvero trasversale e che sta trovando l’interesse di numerosi parlamentari. E lo ringrazio anche perché per la prima volta il Ministero ha reso pubblici i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione dell’HIV e dell’AIDS in Italia prima della celebrazione della giornata mondiale contro l’AIDS, dando a tutti noi la possibilità di portare avanti il nostro lavoro con maggiore cognizione ed efficacia in occasione del primo dicembre. Questa confluenza di fattori positivi ci fa ben sperare che l’iter di approvazione possa concludersi nel 2020”. “Non esistono categorie a rischio ma solo comportamenti a rischio – ha continuato l’On. Fabiola Bologna (M5S) -, per questo abbiamo chiesto che per alcune categorie i preservativi possano essere gratuiti”. “In Italia siamo riusciti a svolgere un lavoro grandioso – ha aggiunto Rosaria Iardino, Presidente della Fondazione The Bridge -: clinici, pazienti, associazioni, aziende, parlamentari, tutti insieme abbiamo collaborato per innovare una legge 135 che a suo tempo, nel 1990, fu già di per sé innovativa. Il messaggio più importate è l’attenzione ai cosiddetti ‘grandi minori’, i ragazzi tra i 16 e i 18 anni che non fanno il test dell’HIV sia per via della disinformazione sia perché è necessario il consenso dei genitori. È un fatto gravissimo, perché questi ragazzi scoprono la malattia a 20 anni perdendo così tre anni di trattamenti preziosi ed è ancora più grave perché a livello medico scientifico è oramai dimostrato che se una persona è trattata correttamente fin dall’insorgere della malattia, questa persona non trasmetterà più il virus. E l’epidemia, tutt’ora in corso, si contiene”.


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