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“Amatrice. Storie di rapporti umani in tempo di sisma”, a Roma la presentazione del nuovo libro di Gianluca Carloni. Moderano Manila Nazzaro e Stefano Pozzovivo

Verrà presentato a Roma, mercoledì 14 marzo alle 17,30, a Roma, presso la Parrocchia di Nostra Signora di Coromoto, in Largo N.S. di Coromoto 2, il nuovo libro di Gianluca Carloni: “Amatrice. Storie di rapporti umani in tempo di sisma”. A moderare la presentazione del volume edito da Rubbettino, uno dei volti più amati del piccolo schermo e del mondo radiofonico: la conduttrice Manila Nazzaro. Con lei, Stefano Pozzovivo. “Sono bastati tre secondi per cancellare la bellezza della vita, una storia di paese fatta di vivere insieme. Le risate e le conversazioni dal barbiere, la spesa quotidiana fatta di dialoghi, di contatti tra individui, le partite di pallone, la coralità sociale data dall’organizzazione di un evento”. Basterebbero queste parole di Gianluca Carloni, vicesindaco di Amatrice al tempo del terribile sisma che ha distrutto la città, per descrivere ciò che un evento simile possa significare per una comunità: la disgregazione di legami secolari, lo spaesamento e la difficoltà di fare i conti con una realtà dove non vi sono più affetti, persone, luoghi, abitudini e modi di vivere. Bisogna elaborare faticosamente un enorme lutto collettivo, operazione che necessariamente coinvolge la faticosa ricostruzione dell’identità.
Forse, il libro che Carloni ha scritto per Rubbettino, “Amatrice. Storie di rapporti umani in un tempo di sisma” è anche questo. Una sorta di piccolo monumento di carta per ricordare tante persone che non ci sono più e tanti legami che da quel terribile 24 agosto sono cambiati per sempre. Un modo per rimettere ordine tra i pezzi, cercando di dare senso a ciò che il cuore e la mente si rifiutano di accettare.
Carloni canta la sua “città di rovine” mettendo in fila i ricordi e le emozioni di quei terribili giorni.
Da sopravvissuto è consapevole del fatto che “chi è vivo lo sa che è fortunato, anche se è una fortuna dolorosa” Sa che il resto dell’esistenza è gravata dal tarlo di quella domanda sempre presente: “perché tu sei qui e un tuo amico, un tuo familiare no” . Domanda per la quale “nessuno conosce la risposta, perché non c’è una risposta. O meglio, se c’è qualcosa che somiglia a una risposta… sta nella convinzione che vedi crescere, ora dopo ora, giorno dopo giorno, nel fatto che l’essere umano può vincere sempre, che le radici dell’uomo, in una terra dilaniata, danno la forza ad andare avanti, guardare oltre”.



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