by Luca Buti 2254

ALONG CAME JAZZ PRENDE IL VIA IL 6 LUGLIO CON I PLAY VERDI

stevelehman

STEVE LEHMAN

Torna a Tivoli una delle più grandi manifestazioni jazz del panorama italiano. Dopo alcuni anni d’assenza, ALONG CAME JAZZ, la rassegna estiva curata da Enzo Pavoni e Paolo Alimonti, si ripropone – dal 6 al 21 luglio – con scelte artistiche di grandissima qualità. Grazie al sostegno della Società Acque Albule Spa e alla collaborazione con il Comune di Tivoli, ed in particolare la manifestazione Tivoli chiama, il jazz rientra così con grande stile sul territorio, proponendosi in location diversificate dalle cornici suggestive davvero uniche,  che renderanno gli eventi ancora più interessanti e compartecipativi, per gli appassionati e non solo… La sedicesima edizione di Along Came Jazz, dedicata alle proposte più interessanti dell’odierno jazz nostrano e internazionale, sarà incentrata dunque su un tipo di jazz non calligrafico, non conformistico, in grado di dar forma a commistioni inedite, a sincretismi contemplanti il lessico afroamericano, la scuola colta europea, il folk mediterraneo, balcanico, nordeuropeo e mediorientale. Un cangiante puzzle di note e un tourbillon di alchimie all’apparenza improbabili, ma anche battiti trasversali, minimalismo, reiterazioni circolari, contrappunti, ampi pedali, schegge informali, melodie piluccate a destra e a manca.

chessmith

CHES SMITH

Dopo sette anni sabbatici, dovuti alla mancanza di fondi, Along came jazz presenterà – tra gli altri – sette appuntamenti variegati e tutte d’indubbia caratura. Due le formazioni d’oltreoceano: l’ottetto del sassofonista STEVE LEHMAN e il trio del batterista CHES SMITH (con Craig Taborn e Mat Maneri), che nell’ultimo biennio hanno mietuto consensi dalla critica specializzata di ogni Continente, specie negli Stati Uniti e in Europa. Nel corso del nuovo millennio, entrambi hanno partorito soluzioni idiomatiche prototipiche, identificate da pulsazioni puntute – ora tribali, ora metropolitane -, da poliritmie e polimetrie angolari, da cozzi armonici ai limiti del lecito, da repentini squarci lirici.

Gli AIRES TANGO, quartetto dalla storia ventennale guidato dall’argentino Javier Girotto, proporranno la loro caratteristica miscela coniugante jazz e tango, apprezzata non solo in Italia. L’intrigante, sospeso e cosmopolita TRI(o) KÀLA – ovvero, Rita Marcotulli, Ares Tavolazzi e Alfredo Golino – promuoverà invece il raffinato repertorio del recente album.

Quartet

LUCIA IANNIELLO MAINTENANT QUARTET

Ancora quartetti con i ROOTS MAGIC e quello guidato da ENZO PIETROPAOLI: il primo è artefice del notevole Hoodoo Blues & Roots Magic, album marchiato Clean Feed dall’indiscutibile dimensione internazionale, che ha entusiasmato la stampa specializzata di mezzo mondo per l’avveniristica miscela di blues e aleatorietà; il combo del contrabbassista Enzo Pietropaoli viaggia invece con estrema eleganza tra modale e descrittivismo nordico.

Chiuderà il festival il duo GINO PAOLI & DANILO REA, abili alchimisti di standard jazz, canzone napoletana, cantautorato italiano e francese.

Oltre ai concerti che si svolgeranno tra il Santuario di Ercole Vincitore e il parco all’interno delle rinnovate “Terme di Roma” a Tivoli, se ne aggiungeranno altri, tra le piazze del centro storico tiburtino e Bagni di Tivoli.

IMG_4528

PLAY VERDI

Ad inaugurare la manifestazione, una rilettura in chiave jazzistica di alcuni Preludi di Giuseppe Verdi in un lavoro rispettoso delle partiture originali tra tradizione e innovazione, polifonia e improvvisazione. Giuseppe Verdi, pilastro del patrimonio musicale e culturale italiano, in un omaggio che arriva direttamente dal mondo del jazz. “Play Verdi” è il progetto ideato dal chitarrista e compositore Nicola Puglielli in occasione del bicentenario (1813-2013) della nascita del grande Maestro, divenuto un album dell’etichetta discografica Terre Sommerse. Si sviluppa come un laboratorio aperto nella reinterpretazione in jazz dei Preludi scelti tra le sue opere più celebri, come “Aida”, “Macbeth”, “Attila” e “Simon Boccanegra”, riarrangiati dallo stesso Puglielli e dal sassofonista Andrea Pace.
Scrive Luigi Onori:”Ci vuole tempo per entrare nella delicata poesia di tale operazione, ci vuole umiltà nel riascoltare i “gioielli” verdiani per poi seguire Nicola Puglielli, Andrea Pace, il contrabbasso di Piero Simoncini e la batteria di Massimo D’Agostino. Così si apprezza con quanta finezza e maestria si possa rendere Giuseppe Verdi un “contemporaneo”. (…) C’è, sottintesa, la sfida di rendere “standard” pagine operistiche, così come il jazz ha fatto per decenni con brani dei musical. (…) un itinerario intessuto di pazienti trascrizioni, elaborati adattamenti ed arrangiamenti, prove minuziose, fiducia collettiva in un progetto tra tradizione e modernità.”

Hanno scritto del progetto:
“Il risultato, tutt’altro che scontato, è brillante e godibile all’ascolto e rivela l’estrema cura (indice certo di passione oltre che di fine competenza) riposta nella preparazione del progetto e nella sua esecuzione.” Musica Jazz, febbraio 2016 (S.C.)

“Con un lavoro di cesello, Puglielli e Pace hanno ridotto le parti sinfoniche al quartetto e lo ha fatto salvaguardando la polifonia in ogni sua componente. Voci, contrappunti e canoni mantengono integra l’evoluzione melodica di Verdi, così come anche l’armonia viene rispettata senza stravolgimenti o frivoli ammodernamenti. (…) Le improvvisazioni sono brevi, con un notevole approccio all’interplay, e costruite con sensibilità intorno all’idea operistica di riferimento, senza estenuanti concessioni a virtuosismi e derive sperimentali. (…) Play Verdi è un album destinato a essere ascoltato molte volte e, c’è da scommetterci, a far parlare molto di sé.”
Huffington Post, 28/5/2015 (Paolo Romano)

“Ci si trova completamente assorbiti nell’atmosfera originale e accogliente e si rimane col fiato
sospeso fino a quando si arriva alla fine del brano, dove tutta la bellezza di esso si condensa in
quell’istante di silenzio tra l’ultima nota e l’applauso finale.” Roma da leggere, 22/10/2015 (Giorgia Scoccia)

Nicola Puglielli
Nato a Roma il 14 Aprile 1962. E’ chitarrista e compositore, vive a Roma. Nei suoi concerti e Cd si incrociano tecnica classica, improvvisazione Jazz e tradizione europea. Sia come solista che con le sue formazioni riesce a rivalutare il ruolo della chitarra nel Jazz. Ha collaborato con musicisti di fama internazionale (Tony Scott,K. Lightsey, S. Nistico, M. Urbani, G. Tommaso, Steve Grossman) e con diverse orchestre (Acc. S. Cecilia di Roma, N. Piovani). Due i Cd a suo nome: “In the middle” (Jardis, 1999) e Viaggio ConCorde (III Millennio, 2004). Si é diplomato in Chitarra (Cons. Terni) e in Jazz (Cons. Frosinone)). Puglielli ha arrangiato diversi progetti su Verdi. L’Huffington Post dice di lui che che è un arrangiatore capace di “captare l’anima” del grande compositore.

Andrea Pace
Musicista sassofonista impegnato nella musica classica e nel jazz. Diplomato al Conservatorio in Sax classico e Musica Jazz. Ha frequentato seminari con Sal Nistico, Jerry Bergonzi ed Umbria Jazz. Ha suonato in formazioni dall’orchestra sinfonica al duo sax e piano in campo classico e dalla big band al trio pianoless in campo jazzistico. Ha collaborato coi Maestri D. Oren, E. Morricone, L. Bacalov, N. Piovani, G. Ferrio, B. Tommaso, G. Iacoucci, M. Giammarco, e special guest come S. Grossman, Gianni Basso, E. Pieranunzi, P. Fresu, G. Trovesi, L. Bacalov, Patrizia Scascitelli; con lo Ialsax quartet ha collaborato con il M.A.E. suonando in tutto il mondo. Vincitore di concorso per titoli ed esami, è docente di sassofono presso il Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli.

Piero Simoncini
Nato a Rimini il 15 Luglio 1962, sulla scena jazzistica e non solo da circa trent’anni a collaborato al suono ed alla musica di tantissimi musicisti dell’area romana e non. A. Marcelli, M. Urbani, T. Scott, G. Capiozzo, R. Zifarelli, “Woody Shaw Memorial Band” , G. Bartz, S. Turre, D. Harrison, G. Garzone, E. Henderson, Negli ultimi anni nasce una soilda collaborazione con Andrea Pace in vari progetti Andrea Pace Quartet, Patrizia Scascitelli Group e per ultimo il progetto Play Verdi da un’idea di Nicola Puglielli.Parallelamente svolge attività didattica presso alcune scuole romane.

Massimo D’Agostino
E’ nato il 20 Luglio 1957. Batterista eclettico ha lavorato in differenti contesti musicali: dalla crociera e sale da ballo al jazz e musica d’ascolto, teatro musicale e musical, turnista in sala di registrazione, sia in piccoli gruppi che in big band che con orchestre ritmo-sinfoniche. Ha suonato con: P. Fresu, A. Salis, G. Tommaso, R. Fassi, G. Oddi Quartet e G. Oddi Big Band, Nicola Arigliano, R. Pregadio, R. Carosone, L. Goggi, P. Pietrangeli, S. Grossman, D. Schnitter, L. Tabakin, R. Mantilla, G. Garzone, Orchestra Roma Sinfonietta. Dal 2012 fa parte della ritmica che segue il M° Ennio Morricone in tutti i suoi concerti. Insegna dal 1984 alla Scuola Popolare di Musica.



Evershow è un prodotto editoriale di Everland sas - Piazza dei Martiri di Belfiore 4, Roma | info@evershow.it | www.everlandcomunicazione.it