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Al Ravello Festival 2015 arriva la stagione dei cantautori

Da un’idea di GIANNI MINÀ
 3 INCONTRI DI PAROLA DEDICATI A 3 POETI DELLA MUSICA POPOLARE SPAGNOLA E PORTOGHESE

Joan Manuel Serrat

Da questa edizione, il Ravello Festival 2015 sceglie di dedicare una rassegna annuale ad artisti-cantautori di grande significato poetico, sociale e talvolta politico che, con il titolo La stagione dei cantautori”, si propone di ripercorrere la storia musicale di questi “poeti in musica” attraverso i loro concerti e gli incontri pubblici ideati e condotti da Gianni Minà.

“C’è stata una stagione, a partire dagli anni ’60, in cui la musica popolare, o meglio le canzoni, sono state protagoniste nell’universo artistico e culturale dei popoli. È stata la stagione dei cantautori, un’epoca in cui i versi hanno guadagnato la nobiltà della poesia e hanno dato vita a composizioni in musica che raccontavano, non solo l’amore, la passione, la tristezza, la delusione, ma anche le difficoltà del vivere, le contraddizioni delle società, insomma la dura realtà quotidiana”.
Gianni Minà  

Gino Paoli

Gino Paoli

Il primo dei tre incontri di parola della 63^ edizione del Ravello Festival, quest’anno dedicato al tema dell’“InCanto”, sarà lunedì 13 luglio e ospiterà Joan Manuel Serrat (Villa Rufolo – ore 19.00 – ingresso libero), da 50 anni il più prestigioso cantautore di Spagna e America Latina che, martedì 14 luglio, si esibirà in concerto al Ravello Festival (Belvedere di Villa Rufolo  – ore 21.45 – posto unico 35 euro) con lo spettacolo “Antologìa desordenada”, in esclusiva italiana e nella quale duetterà anche con Gino Paoli.

Proprio Gino Paoli, nel 1974, ha dedicato al cantautore spagnolo un intero album dal titolo “I semafori rossi non sono Dio”, con 12 brani adattati in italiano da Lorenzo Raggi. A scoprire l’arte di Joan Manuel Serrat in Italia è stata però Mina che, nel 1969, ha registrato il brano “Bugiardo e incosciente”, versione di “La tieta” (che fu poi interpretato anche da Ornella Vanoni, Rita Pavone, Jula De Palma, Carmelo Pagano e, più fedelmente all’originale, seppur in dialetto modenese, da Francesco Guccini). Poi è venuta “Ballata d’autunno” (1972), “Ahi mi’ amor” (1983) fino a duettare con lui in “Sin piedad” (2007). Nel 2008, l’amore per l’Italia ha portato Joan Manuel Serrat ad incidere “Quelle piccole cose” per l’omonimo album collettivo del Club Tenco.

ENRIQUEZ

Augusto Enriquez

Il secondo appuntamento, il 22 luglio (Villa Rufolo – ore 18.00 – ingresso libero), sarà con il cubano Augusto Enriquez (in gioventù frontman del gruppo Moncada) che, la stessa sera (Belvedere di Villa Rufolo – ore 21.45 – posto unico 30 euro) sarà in concerto con i brani del suo ultimo disco “Te doy una canción“, un omaggio a Silvio Rodriguez, da decenni, insieme a Pablo Milanes, uno dei più importanti cantautori della rivoluzione cubana.  

Augusto Enriquez, nel corso della sua carriera ha collaborato e duettato con grandi nomi internazionali, tra questi Luciano Pavarotti, con cui si esibì al Pavarotti & friends del 2002, Bocelli, Zucchero e Jovanotti, oltre a Sting, James Brown, Lou Reed e molti altri. Enriquez ha ricevuto per ben quattro volte il CUBADISCO Awards (il più prestigioso premio cubano nella discografia) con gli album “Cuando yo sea grande”, “Carambola”, “La Bolita” e “Te doy una canción“, quest’ultimo dedicato proprio al repertorio di Silvio Rodriguez.

Maria Gadù

Maria Gadù

Infine, il 23 luglio Gianni Minà incontrerà Maria Gadù (Villa Rufolo – ore 18.00 – ingresso libero), la stella dei ritmi brasiliani che, la stessa sera (Belvedere di Villa Rufolo – ore 21.45 – posto unico 35 euro), si esibirà con i brani presi dal suo ultimo disco “Nós (2013) e dagli album precedenti “Maria Gadù (2009 – Disco d’Oro in Italia e di Platino in Brasile) Mais Uma Página (2011).

Maria Gadù ha raggiunto il successo internazionale con la canzone “Shimbalaie”, rimasta al primo posto della classifica radiofonica italiana per cinque settimane e disco di platino per i digital download. Apprezzata da Caetano Veloso, che la definisce un’artista con “una autentica vocazione per la musica”, Maria Gadù è stata nominata per ben due volte ai Latin Grammy Awards, nelle categorie “Miglior Artista Rivelazione” e “Miglior Album di un Cantautore”.

www.ravellofestival.com

 

 

 

 

Lunedì 13 luglio 
Villa Rufolo, ore 19.00 “La stagione dei cantautori” da un progetto di Gianni Minà. Incontro con Joan Manuel Serrat e con la partecipazione di Gino Paoli. Conduce Gianni Minà   – ingresso libero su prenotazione

Martedì 14 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.45 “Antología desordenada” Joan Manuel Serrat. Special Guest Gino Paoli. Esclusiva italiana   –  posto unico € 35

Mercoledì 22 luglio
Villa Rufolo, ore 18 “La stagione dei cantautori” da un progetto di Gianni Minà. Incontro con Augusto Enriquez. Conduce Gianni Minà  – ingresso libero su prenotazione
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.45 “Te doy una canción” omaggio a Silvio Rodriguez. Augusto Enriquez. Esclusiva italiana  –  posto unico € 30

Giovedì 23 luglio
Villa Rufolo, ore 18.00 “La stagione dei cantautori”  da un progetto di Gianni Minà. Incontro con Maria Gadú. Conduce Gianni Minà    –  -ngresso libero su prenotazione

Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.45 “Maria Gadú”  –  posto unico € 35

 

Joan Manuel Serrat è nato a Barcellona nel 1943. Di padre catalano e di madre aragonese, ha ereditato entrambi i linguaggi e le culture, che hanno contribuito a formare uno stile composito e del tutto personale. Parallelamente alla musica, ha studiato Agraria e Biologia. Nel 1964 ha formato un gruppo musicale con tre colleghi universitari ma, dopo un breve periodo, ha scelto di intraprendere la carriera da solista. Ben presto Serrat acquisisce una enorme popolarità, prima in Catalogna, poi in Castiglia: diventa un fenomeno di vendite e, all’inizio degli anni Settanta, compie il grande salto in America, dove stabilisce un feeling forte e consolidato con il pubblico latinoamericano. Qualche anno più tardi, in palese opposizione al regime di Franco, Serrat è costretto a esiliarsi in Messico. Non sarà il suo unico periodo da esule: dal 1976 al 1983, sempre per motivi ideologici, verrà messo al bando dall’Argentina e, tra il 1973 ed il 1990, dal Cile. In questi anni continua a proporre la sua musica con l’inseparabile Ricard Mirailles al pianoforte, ma accanto all’attività di cantautore alterna la proposta in musica di poeti come Antonio Machado, Miguel Hernandez e Mario Benedetti. Oggi, per celebrare i suoi cinquanta anni di carriera, Serrat ha scelto di riprendere cinquanta successi storici. In molti di essi duetta con amici e colleghi famosi, come Alejandro Sanz, Silvio Rodriguez, Mina, Gal Costa, Mercedes Sosa e lo stesso Gino Paoli che calcherà con Serrat il palco del Ravello Festival.

 

Gino Paoli ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. Originario di Monfalcone, è a Genova che debutta come cantante da balera, per poi formare una band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla voce tanto originale, oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica popolare italiana degli anni sessanta e settanta. Ha scritto e interpretato brani quali “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Una lunga storia d’amore”, “Quattro amici”; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo, ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo. Sul palco del Belvedere di Villa Rufolo ritrova l’amico e collega Joan Manuel Serrat dopo aver duettato con lui nel disco antologico che celebra i cinquant’anni di carriera del cantautore spagnolo.

 

Augusto Enriquez è uno dei più noti e carismatici cantautori e compositori della musica popolare cubana. In gioventù è stato il frontman della celebre band dei Moncada e con essa cominciò ad avere un considerevole successo nazionale e internazionale. Dai primi concerti all’Università de La Habana ben presto si trovarono a suonare per anni davanti ad oltre 20.000 persone non solo a Cuba ma anche nel Nord America e in Europa. La sua fama è arrivata anche in Italia dove ha partecipato a molti delle più importanti trasmissioni televisive. Durante la sua carriera si è esibito con artisti di fama internazionale come Mónica Naranjo, Joan Manuel Serrat, Phil Manzanera, Luciano Pavarotti, Sting, Andrea Bocelli, James Brown, Lou Reed, Zucchero, Jovanotti e molti altri, oltre ad aver collaborato con i più importanti artisti cubani e aver diviso il palco con star del calibro di Rod Steward, Tina Turner, Ray Charles ed altri ancora. È stato premiato con quattro CUBADISCO Awards (il più prestigioso premio cubano nella discografia) con “Cuando yo sea grande”, “Carambola”, “La Bolita” e “Te doy una canción“. Nel 2002 ebbe il coraggio di resuscitare il mambo, il ritmo da grande orchestra che può essere proposto solo con la presenza sul palcoscenico di un direttore apposito.

 

Maria Gadù ha iniziato a fare musica da bambina e a solo tredici anni iniziò la sua gavetta suonando nei locali di São Paulo cover di Adoniran Barbosa, Marisa Monte e Chico Buarque. Nel 2008 si trasferì a Rio de Janeiro dove si appassionò ad artisti come Caetano Veloso, Milton Nascimento e João Donato. Grazie al suo primo disco, “Maria Gadù” (2009), quest’artista brasiliana ha vinto il disco d’oro in Italia (dove entrò al quinto posto della classifica dei dischi più venduti) e quello di Platino in Brasile, oltre ad essere stata nominata per ben due volte ai Latin Grammy Awards. Il singolo “Shimbalaiê”, scritto quando aveva solo dieci anni, ha vinto il disco di platino per i digital download ed è rimasto al primo posto della classifica radiofonica italiana per cinque settimane. Dopo questo grande successo Maria Gadù ha pubblicato altri due dischi: “Mais Uma Página” (2011) e “Nós” (2013).



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