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A Roma, al Teatro degli Audaci dal 10 al 13 novembre, in scena “Pensaci, Giacomino!”

 

salvo-saitta-2-739x1024Al Teatro degli Audaci, a Roma, va in scena dal 10 al 13 novembre “Pensaci Giacomino!” di Luigi Pirandello con Salvo Saitta (nella foto), Aldo Mangiù, Annalise Fazzina, Eleonora Musumeci, Antonio Spitaleri, Lucia Mangion e Damiano De Melio con la regia di Eduardo Saitta.

“Dopo il successo de “Il beretto a sonagli” – afferma Eduardo Saitta -, che continua a raccogliere consensi e richieste, si punta ancora sull’autore agrigentino, e sulla capacità interpretativa di Salvo Saitta, per dare seguito ad un progetto sul Teatro Siciliano portato avanti con grande orgoglio. Mettere in scena un classico pirandelliano non sempre vuol dire andare sul sicuro. La straordinaria semplicità di questo testo potrebbe portare attori e registi verso una chiave di lettura più contorta, ricercata, pur di farne una cosa “nuova”, perdendo di vista l’unica strada possibile: la sua vera essenza. In “Pensaci, Giacomino!”, l’autore racconta un fatto semplice, che si risolve come si risolvono, dovunque ed in ogni tempo, le storie forti: con cuore e sentimento. L’unica chiave realizzativa possibile appare, quindi, quella di far vivere agli attori quelle emozioni,  quei personaggi, per arrivare dritti al pubblico. Una messa in scena snella, senza orpelli o trovate cerebrali, che punta dritta alla parola, che si adagia su essenziali commenti musicali e disegnata all’interno di uno spazio scenico importante ma non a tal punto da distrarre lo spettatore dalla parola. Il mago delle anime ha semplicemente impugnato la penna per raccontare l’impresa del professore Toti, così come Salvo Saitta “impugna” le battute per far vivere il professore Toti con grandissima umanità. Un testo poco presente nei teatri d’Italia, forse perché misurarsi con pièce che sanno di meridione non è semplice per chi non affonda le radici in quella terra; sono testi scritti da una mano internazionale ma dal cuore siculo, commedie che hanno bisogno di vivere e non di essere recitate”.

Scritto tra la fine del febbraio e l’inizio del marzo del 1916, “Pensaci, Giacomino!” è in realtà la riduzione teatrale di una precedente novella di Pirandello, datata 1910. Commissionata allo scrittore siciliano dal noto attore Angelo Musco, che divenne in quegli anni uno dei più grandi interpreti delle commedie pirandelliane, “Pensaci, Giacomino!” rappresenta anche il progressivo riavvicinamento di Pirandello al teatro dopo anni di abbandono. La commedia, divisa in tre atti ed inizialmente scritta in dialetto siciliano, apparve in italiano nel 1917 sulla rivista “Noi e il Mondo”. Luigi Pirandello vi inserisce le tematiche a lui più care, raccontando la storia di un anarchico in rivolta contro la società. Il professor Toti è infatti un tipico personaggio pirandelliano, esponente di quella piccola borghesia italiana che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si trova ad affrontare la crisi economica attraversata dal ceto medio. Rispetto alla novella, da cui appunto la pièce è tratta, il testo drammatico concede molto di più ai buoni sentimenti, esaltando la bontà di Toti e lo spirito paterno di Giacomino, il quale si scopre finalmente sensibile all’affetto per il proprio figlio. Nella novella, infatti, Toti aveva un piglio decisamente dispotico e autoritario, che lo rendeva alquanto antipatico nel suo voler fare a tutti i costi il bene,  ma secondo dinamiche da lui stabilite. La commedia, inoltre, rispetto ai toni duri e severi della novella, sviluppa soprattutto la dimensione comica delle situazioni, concedendosi delle situazioni farsesche dall’indubbio sapore teatrale. Non va infatti dimenticato che il referente primo della pièce, oltre che suo committente, è proprio Angelo Musco, un vero e proprio animale istrionico, che porterà in scena il testo il 10 luglio 1916 al Teatro Nazionale di Roma. Pare, anzi, che certi passaggi marcatamente comici ed efficaci siano stati suggeriti a Pirandello dallo stesso Musco.



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